MILANO – Terremoti societari accompagnano l’Inter alla sfida di domenica contro il Chievo a Verona all’ora di pranzo. Il licenziamento del direttore generale Marco Fassone  –  che apre le porte a maggiori poteri per Javier Zanetti -, di altri dirigenti e l’esilio a Interello, si dice, di qualche dipendente, non rende il lavoro facile a Roberto Mancini, che deve mantenere alta la concentrazione della squadra e deve continuare ad ottenere sul campo i risultati dopo le tre vittorie nelle prime tre giornate di campionato.

Per la sfida di domenica, il tecnico nerazzurro ha già in mente la formazione. In difesa Juan Jesus e Joao Miranda sono in forte dubbio perché anche oggi si sono allenati a parte. Mentre per il centrocampo il Mancio potrebbe decidere di dare un turno di riposo a Kondogbia in favore di Brozovic o Gnoukouri. Anche se non è da escludere che alla fine l’allenatore decida di chiedere al francese uno sforzo. In attacco potrebbe debuttare da titolare Ljajic al posto di Jovetic.

Mentre Mancini lavora con la squadra per ottenere il massimo sul campo, in società si sono trasformati in fatti le frizioni tra i dirigenti inglesi e quelli italiani. Questo alla base della decisione di licenziare oltre al dg Marco Fassone anche altri quadri a lui vicini. E, pare, che il taglio di teste – perché di ciò si tratta – potrebbe continuare ad Appiano Gentile con altri uomini considerati ‘fassoniani’. Non dovrebbe, invece, rischiare Piero Ausilio. Detto questo, c’è la cronaca di oggi, che racconta dell’ex dg interista alla Pinetina per salutare la squadra e portarsi via le ultime cose. Fassone prima di lasciare il centro sportivo ha salutato la squadra con un discorso al termine del quale ha lasciato spazio alla commozione. Come scrive Barnes la vita non è meritocratica, altri che fan parte del mondo nerazzurro la fanno più semplice: i cambi nelle società sono fisiologici.

Inter

serie A
Protagonisti:
marco fassone
Fonte: Repubblica

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