È volato a Losanna per incontrare i vertici della Fina, la federazione internazionale di nuoto. Sul tavolo la discussione per puntare a cambiare volto alla prossima edizione della Coppa del Mondo di nuoto in acque libere. Luciano Cotena, organizzatore della storica Capri-Napoli e fresco del recente successo della cinquantesima edizione della maratona del Golfo (svoltasi lo scorso 6 settembre) è stato convocato dal direttore generale della Fina, Cornel Marculescu. Un incontro sollecitato a più riprese dallo stesso Cotena, che – forte anche della stima degli organizzatori di molte delle altre gare di Coppa del Mondo che si disputano su distanze superiori ai dieci chilometri – aveva più volte aveva sollecitato i responsabili della federazione ad avviare il confronto per un “cambio di passo” della rassegna iridata.
Insieme a Cotena e Marculescu, hanno partecipato anche Andrea Prayer, in rappresentanza del Towsc (il comitato tecnico del nuoto in acque libere mondiale); Ciara Kun, referente per il nuoto in acque libere della Fina; Peter Hall, responsabile marketing Fina; Pedro Adrega, capo ufficio comunicazione e ufficio stampa Fina.
“In campo sono state messe le idee per dare maggiore slancio alla Coppa del Mondo, a partire già dall’anno prossimo” spiega Cotena. Che ai vertici della federazione ha lanciato una serie di proposte, molte delle quali sono state ritenute più che interessati: “L’obiettivo – spiega sempre il responsabile della società Eventualmente, che organizza la Capri-Napoli – è di dare un nuovo volto al circuito, che possa tendere più all’estremo, contando così su una maggiore attenzione da parte di network e sponsor legati a questo mondo”.
Ecco le idee: trovare un nuovo nome al circuito, più semplice, diretto e accattivante; includere nel circuito stesso un numero maggiore di gare, non presenti o non più presenti, facendo in modo che la Fina ne supporti economicamente la realizzazione; inserire prove con una lunghezza minima di almeno 20 km, anziché i 15 attuali; qualificare i nuotatori vincitori del Grand Prix ai campionati del Mondo e alle Olimpiadi (anche se in questo caso la distanza è di “soli” 10 km); ottimizzazione i costi in relazione rispetto alla stagnazione economica che vivono i Paesi in cui vengono realizzate la maggior parte delle gare dell’attuale Grand Prix (Sud America ed Europa); inserire nel comitato tecnico del nuoto in acque libere mondiale, oltre ai referenti delle federazioni nazionali, anche i rappresentanti dei nuotatori e gli organizzatori che vivono molto più da vicino la disciplina.
“Di qui a fine anno – conclude Luciano Cotena – secondo quanto assicurato dallo stesso Cornel Marculescu, molte delle proposte avanzate diventeranno ufficiali, facendo emergere un nuovo volto al circuito delle lunghe e tradizionali maratone acquatiche mondiali”.

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