“Sei l’odore del borotalco”, intervista all’autore Sergio Mari

Calcio e vita s’incontrano in “Sei l’odore del borotalco”, il secondo lavoro narrativo di Sergio Mari, scrittore, artista ed ex calciatore professionista con quindici anni di carriera alle spalle tra campionati di serie B e C.

Il nuovo romanzo di Mari (edito da Gutenberg) ha per protagonista un ex calciatore che ha avuto buoni motivi per scappare via definitivamente dal mondo del calcio. Non avendo mai confessato al suo papà queste motivazioni, tra le pagine del libro leggiamo di un rapporto non proprio idilliaco tra padre-figlio. Situazioni e storie di vita che solo chi ha vissuto una intensa carriera calcistica può comprendere.

Il protagonista del romanzo sente che il mondo del calcio gli diventa via via sempre più asfissiante. Il desiderio di tantissimi è quello di appartenere a questo mondo ma, in questo caso, chi lo vive davvero decide di abbandonarlo, perché?

“La storia è proprio quella di un calciatore che non vuole più appartenere al mondo del calcio; per la violenza che esiste nell’ambiente e che un giocatore, subendola, a perdere i suo equilibrio psico-fisico. Equilibrio sconnesso che ti porta a giocare male e a scoprire la debolezza umana che non sapevi di avere. La seconda motivazione è quella di chi, con una carriera a 100 all’ora com’è quella calcistica, ci si ritrova ad aver perso nel corso degli anni, il contatto con il quotidiano: gli affetti familiari, gli amici di un tempo, le semplicità della vita che hanno invece un valore enorme.

sullodoredelborotalco“Sei l’odore del borotalco” è un libro nel libro, con forti tratti autobiografici.                          Dal policlinico accanto al padre malato si fa un passo indietro all’infanzia del protagonista, in quegli anni ’70 in cui la vita non era che “la vita nei campetti” in compagnia di un pallone e di altri amici, come Gigi e gli eroi dei fumetti di allora.

La nostra era una generazione con una grandissima voglia di crescere, di diventare immediatamente grandi; per necessità economiche e per curiosità immensa per il mondo. Gigi, altro importante personaggio del libro, si pone in contrapposizione al protagonista perché in realtà vuole restare bambino.

Un libro che ti sta dando già enormi soddisfazioni a soli tre mesi dall’uscita nelle librerie, vero?

Sì, è inaspettato quello che sta accadendo intorno a Sei l’odore del borotalco: mille già le copie andate via, citazione di Gianni Mura su La Repubblica, intervista a Canale 5, un programma invernale ricco di appuntamenti che mi porteranno a presentare il libro a Caltanissetta, Agrigento, Larino, Macerata, Napoli, Roma, Fasano, avviato poi, già l’adattamento teatrale del romanzo che diventerà un monologo da me interpretato.

LA TRAMA – Un ex calciatore, da alcuni anni badante del padre, decide di scrivere un libro e di pubblicarlo. Questo suo sogno costituisce però un’altra frattura con l’anziano genitore che da sempre contesta le scelte fatte dal figlio, dopo il suo ritiro dal calcio. Il padre lo vorrebbe proiettato ancora nel mondo del pallone, e anche dalla stanza d’ospedale ,dove si trova per un intervento subito, glielo ricorda continuamente.                              Perché, per il protagonista, questa necessità di scrivere un libro sull’amicizia tra due ragazzi che giocavano a fare gli adulti? Perché scrivere di quelle avventure insieme a Zagor e al Comandante Mark, gli eroi dei loro fumetti preferiti?                                                                                        Perché un passato ritenuto spesso felice, è invece per il protagonista da mettere a posto? Tra le mura bianche di un grande ospedale, un manoscritto gira per i corridoi e non si trova mai, in una stanza, la ventitré, quella dal profumo di caffè, si confessano paure da sempre taciute. Nel bar di sotto, intanto, su un tavolino a forma di pallone, c’è chi legge giornali troppo grandi di un’antica religione, ma è nel parcheggio di notte che un cucciolo di cane, nero dal collare rosso, sente la rabbia di un uomo che da sotto un ombrello, urla il suo desiderio più grande. Borotalco!

SERGIO MARI – Sergio Mari è un ex calciatore professionista. E’ stato poi responsabile della MB47, galleria d’arte contemporanea. Nel 2004 intraprende gli studi di teatro. Ha frequentato i laboratori di teatro fisico del Living Theatre condotti da Gary Brackett, quelli sulla voce e sul corpo dell’argentina Naira Gonzales, sul metodo Strasberg con Joseph Ragno dell’Actors’ studio di New York, ha approfondito il teatro di Tadeus Kantor organizzati dalla Sud Costa Occidentale di Emma Dante e quello di Cechov grazie alla frequentazione del laboratorio diretto da Renato Carpentieri. Attualmente, nelle poche pause che si concede quando scrive, continua gli studi sulle danze popolari e sul mondo dei burattini, dal quale ne ha ricavato un’ipotesi di lavoro. Quando la palla usciva fuori, una serie di racconti su calciatori dal destino insolito, è stato il suo primo libro, poi anche monologo teatrale con la regia dell’attore-scrittore Peppe Lanzetta. Sei l’odore del borotalco è il suo secondo lavoro narrativo.

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