Udinese, Colantuono: “Dimentichiamo Roma, il Sassuolo è un osso duro”

UDINE  –  Se la sconfitta di Roma era preventivabile, i tifosi dell’Udinese non hanno mandato giù l’approccio alla gara dei bianconeri e chiedono un rapido riscatto contro il Sassuolo. Ne è ben consapevole Stefano Colantuono, che vuole considerare il ko con i giallorossi come una parentesi, sperando di riprendere il discorso aperto col successo sul Frosinone: “Mettiamoci alle spalle la serata dell’Olimpico e diamo continuità alla vittoria sui ciociari  –  dice il tecnico dei friulani alla vigilia del match con gli uomini di Di Francesco  –  Vogliamo costruire le nostre fortune tra le mura amiche, in questo splendido stadio. Al momento in casa abbiamo avuto più problemi che fuori casa. Speriamo che la vittoria col Frosinone ci abbia sbloccato, anche se affronteremo una squadra di tutto rispetto come il Sassuolo”.

“SUPER NEGATIVI A ROMA, VOLTIAMO PAGINA”  –  “Il primo tempo di Roma è stato super negativo  –  riconosce Colantuono  –  Per ora non dobbiamo guardare la classifica; dobbiamo applicarci, archiviare la brutta pagina di Roma, soprattutto nei primi 10 minuti di gioco. Venivamo da 4 risultati utili consecutivi e abbiamo fatto molto male. Stiamo lavorando per crescere ed evitare episodi del genere. Dobbiamo essere pronti contro il Sassuolo, una squadra attenta e cresciuta molto negli anni. È un osso duro, ma abbiamo tanta voglia di fare bene e sto lavorando in maniera serrata su questa paura che a volte ci fa stare bassi. Le partite in casa dobbiamo giocarle a una certa maniera, altrimenti non riusciamo a tirarci dietro i tifosi. Anche se non si può avere magari aggressività per 90 minuti, almeno proviamo a farlo”.

“DECIDERÒ IN BASE ALLO SCHIERAMENTO AVVERSARIO”  –  Sullo schieramento da opporre ai neroverdi, Colantuono fa catenaccio: “La scelta del modulo non dipenderà dallo schieramento della squadra avversaria  –  spiega l’allenatore bianconero  –  A Roma ho cambiato in corsa perché eravamo da subito costretti a inseguire. Mi aspetto tanto da Lodi, per questo non vorrei metterlo in un centrocampo a 2, ma piuttosto a 3 per esaltare le sue caratteristiche. Scelte discutibili all’Olimpico? Piris era titolare fino a due settimane fa, Iturra aveva giocato a Verona. Gli unici giocatori che ho schierato a Roma e che potevano avere difficoltà fisiche erano Pasquale, Perica e Widmer, ma se non li fai mai giocare non puoi nemmeno pretendere che abbiano ritmo. Anche per questo ho scelto di farli giocare”.

“CI SERVE PIÙ QUALITÀ, LODI SI STA INTEGRANDO”  –  “Stiamo ancora lavorando molto su determinate cose da riproporre la domenica  –  sottolinea Colantuono  –  Ovvio che dobbiamo riuscirci con più continuità. Contro il Frosinone abbiamo fatto un ottimo primo tempo, e prima o poi cambierà anche qualcosa a livello mentale. Abbassarsi nel calcio moderno è deleterio e purtroppo a volte ci capita, soprattutto quando il risultato è in equilibrio. Siamo ancora un po’ sporchi nel passaggio e frenetici nell’andare in attacco. Sono processi che con il tempo si affineranno, come vediamo dall’integrazione, ad esempio, sempre maggiore di Lodi. Sappiamo qual è il nostro ruolo da recitare in campionato e per questo dobbiamo anche abituarci a difenderci abbassandoci, senza accusare la cosa a livello psicologico. Bisogna saper fare le due cose nelle giuste dosi, come ha fatto benissimo per esempio la Roma a Firenze”.

“IL PUBBLICO SIA PAZIENTE”  –  “Noi stiamo facendo il nostro campionato  –  conclude Colantuono  –  Siamo a 6 punti dal terzultimo posto, insieme a squadre come Palermo, Empoli, Genoa, tutte squadre arrivate sopra l’Udinese l’anno scorso. Io e il gruppo vogliamo dare più gioie ai tifosi, anche in casa, ma alla fine non stiamo facendo benissimo, ma nemmeno male. Abbiamo una discreta classifica, anche se ovviamente mi sarebbe piaciuto di più essere a 15-16 punti. Chiediamo al pubblico un pochino di pazienza, perché abbiamo avuto molti intoppi, ma nonostante questo siamo in una discreta posizione di classifica”.

udinese

serie A
Protagonisti:
stefano colantuono
Fonte: Repubblica

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