Roma, derby senza Pjanic: ecco perché è un problema per Garcia

Chissà quante volte, stendendo il suo undici “anti-Lazio”, Rudi Garcia avrà ripensato alla manina di Pjanic che si allunga e va a intercettare la ripartenza di Nagatomo: doppio giallo, rosso e addio derby. Ci avrà pensato perché Pjanic, da quell’undici, è uscito una sola volta finora in tutto il campionato, a riprova di come sia quasi impossibile farne a meno.

A far riflettere sulla sua indispensabilità non è tanto quell’unica volta (fu comunque una vittoria, contro il Frosinone), quanto tutte le altre: 10 presenze, 5 gol (nessun centrocampista ha segnato tanto) ma anche 4 assist. Non si possono quantificare, purtroppo, il peso che riveste nell’economia del gioco giallorosso (il numero di passaggi riusciti è spesso ingannevole, e lui comunque è ai vertici anche in quella graduatoria) né l’importanza nei momenti decisivi della gara. Se non andando a “scomporre” così i dati in nostro possesso.

Garcia cambia modulo? Pjanic, se non infortunato come contro il Frosinone, è sempre stato schierato titolare in campionato: sei volte da mezzala destra, quattro a sinistra quando a centrocampo è stato inserito Florenzi. In ogni caso, che fosse De Rossi o Nainggolan il perno centrale, quello del gioco era sempre e comunque lui. Primo motivo per cui sostituirlo contro la Lazio sarà difficile. E motivo per cui la gara contro il Frosinone è stata l’unica in cui Garcia ha preferito cambiare modulo, ridisegnando la Roma con il 4-2-3-1. Come dire: senza Pjanic, il 4-3-3 non può girare.

Decisivo come un attaccante – Poi ci sono i gol, quelli decisivi. La Roma in campionato ha azzannato la partita passando per prima in vantaggio in 7 occasioni: 4 volte con Pjanic. Per fare un paragone e rendere meglio l’idea, siamo al livello di grandi attaccanti in quanto a capacità di sbloccare la gara: Eder ha portato in vantaggio la Sampdoria in 4 casi su 6, Bacca il Milan in 4 su 7, Higuain il Napoli in 4 su 8. Pjanic, però, di mestiere fa il regista.

Ultimo motivo per cui Garcia avrà maledetto più volte “quella manina” sono le palle inattive, naturalmente: tre (contro Juventus, Empoli, Carpi) le punizioni pennellate in porta in campionato, come fossero rigori (a proposito: quello del 3-2 contro il Leverkusen, pesante come un macigno, dimostra una certa personalità), due i corner da cui è scaturito un gol (De Rossi all’Empoli, con palla consegnata sulla fronte, e Manolas al Carpi, in cui oggettivamente ha meno meriti).

Quella panchina con Zeman – Dal suo arrivo in Italia (nel 2011/12), la Roma in campionato ha una percentuale di vittorie del 54.4% con Pjanic in campo, che scende al 42.3% quando lui non c’è. Zeman, nel 2012/13, provò a dimostrare che si poteva fare gioco e vincere anche senza di lui, intestardendosi su Tachtsidis come prima scelta. Nel derby del’11 novembre 2012 Pjanic partì ancora una volta dalla panchina, poi con la Roma sotto 3-1 fu mandato in campo nel finale. Segnò su punizione da 40 metri, beffando Marchetti con un mezzo esterno direttamente in porta, si girò verso Zeman e gli dedicò un labiale poco tenero. Cosa non darebbe Garcia per avere il lusso di poterselo portare anche solo in panchina.

Fonte: SkySport

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