Felipe Melo: “Non temo Higuain, ho battuto Messi a casa sua … Al San Paolo bisognerà stare attenti al Napoli non ad un giocatore in particolare”

Higuain_DMF_7898 Napoli-Udinese 9/1/2015 foto De MartinoIl giocatore dell’ Inter Felipe Melo, In vista della sfida contro il Napoli di lunedì sera si racconta alla Gazzetta dello Sport. Ecco l’intervista:

A chi dice che l’Inter gioca un brutto calcio cosa risponde?
Non m’incazzo nemmeno più. Una volta, in Turchia, ci dissero: ‘Non avete battuto il Fenerbahçe in casa’. Sa cosa successe? Con un pareggio nel loro stadio, col Galatasaray vincemmo il campionato facendo il giro di campo al buio perché spensero apposta le luci e a impianto vuoto. I loro tifosi se ne erano andati, i nostri non li fecero entrare. Ho goduto come mai. E a chi mi ripeteva quella frase per un derby sentitissimo io dicevo solo una cosa: abbiamo vinto il campionato. Questo per dire che chissene frega di quel che dicono. In questo caso e in altri”.

Higuain si ferma come Balotelli? Bisogna “menare”?
“Ecco, anche su quella frase è stato fatto un romanzo. Melo istiga alla violenza, Melo qui e là, come quando si fece male un giocatore del Chievo che mi venne addosso o Pazzini, situazione nella quale scivolai addirittura prima… Quella frase sul ‘menare’ l’ho detta sorridendo. L’ho detta perché Balotelli è un giocatore differente da tutti. Come Higuain. E bisogna dedicargli molta attenzione. Ecco il senso”.
Considerando anche Allan e Jorginho dall’altra parte, banalizziamo: è un Argentina-Brasile.
Una situazione già vinta. Era il 6 settembre 2009, Argentina-Brasile 1-3. Facevo coppia con Gilberto Silva in mezzo al campo, fu una serata indimenticabile. Sconfiggemmo il più forte giocatore del mondo, Lionel Messi. E in campo c’era il mio idolo, Veron”.
Come dire: sconfitto Messi a casa sua, la paura di Higuain si riduce un po’…
Paura di nessuno, sempre. Ma non c’è solo Higuain o un altro o Hamsik: c’è il Napoli. Bisogna stare attenti al Napoli. Punto”.
Forse è destino che lei ritorni nella Seleçao. Perché meriterebbe una nuova chiamata?
“Perché i numeri parlano”.

È vero che da piccolo faceva l’attaccante?
Il centravanti. In un torneo, Coppa Zico, feci 15 gol in 12 partite. Poi un allenatore mi spostò a centrocampo”.
Chi è il suo amico vero nel calcio?
“Amauri”.
Felipe Melo ha molti nemici?
“No, non ho nemici. Quando ero piccolo e succedeva qualcosa a scuola mio padre mi diceva tre cose: prima di tutto se ci sono problemi parla con la maestra, poi cerca di evitare il contatto e se proprio non ce la fai non tornare a casa rotto perché sennò poi le prendi anche da me…”

Fonte – La Gazzetta dello Sport

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Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!