MILANO – Abbraccio sì, ma nel rispetto dei rispettivi ruoli. All’indomani dell’incontro con Silvio Berlusconi a Milanello e alla vigilia della partita casalinga col Verona (convocato Bertolacci, non Balotelli), Sinisa Mihajlovic ribadisce la sua autonomia decisionale. Complice un aneddoto raccontato da Montolivo sulla visita dell’ex premier andata in scena il giorno prima – “Il presidente ci ha detto di giocare palla a terra con fraseggi corti mostrandoci anche un paio di errori della partita col Carpi” – l’allenatore serbo ha ribadito un punto fisso sul quale insiste fin dalle prime uscite estive. Mihajlovic interrompe il capitano milanista e precisa: “Tutto questo è avvenuto sempre col permesso dell’allenatore. Va sottolineato perché l’ha detto anche il presidente. Ognuno ha la massima responsabilità per il ruolo che ha. Galliani ha ragione a dire che nessuno deve sentirsi tranquillo, anche se a me piace più parola sereno. Tutti dobbiamo essere combattivi”.
Positiva la visita di Berlusconi?
“Certo, quando ci si parla a quattr’occhi è sempre meglio perché ci si spiega meglio. Preferisco gli incontri di persona alle telefonate. Abbiamo parlato di mercato e tante cose”.
Dura ripartire dopo i punti persi col Carpi?
“Non siamo Barcellona o Bayern Monaco che possono vincere tecnicamente le partite anche se non senza cattiveria perché la superiorità tecnica è troppo evidente. Noi possiamo far valere la nostra superiorità tecnica solo se siamo cattivi come gli avversari. Dobbiamo migliorare la testa, capire che ogni partita è importante. Inconsciamente i ragazzi pensano che certe partite siano più facili della realtà. Poi recuperare è difficile perché ti innervosisci e l’avversario prende fiducia”.
Ora ci sono due punti in meno nella tabella di marcia ideale.
“Le prossime quattro partite sono importanti, ma negli ultimi due mesi e mezzo siamo in linea coi nostri obiettivi . Dopo il ko col Napoli, siamo quarti in classifica. In questo spezzone di campionato abbiamo totalizzato appena due punti meno dell’Inter che è prima, uno più della Fiorentina che è seconda, abbiamo la terza difesa del campionato, il quinto attacco, e abbiamo perso solo una partita, a Torino con Juve”.
Però restano le difficoltà sul campo.
“Si poteva fare meglio in alcune partite ma vincendo domani avremmo fatto 18 punti in 9 giornate: una media che l’anno scorso permetteva di andare in Champions. Siamo penalizzati dalla falsa partenza ma stiamo risalendo. Se ogni partita non diventasse un processo sarebbe più facile ma non possiamo farci nulla”.
E’ il solito fastidio per “l’aria strana” intorno al Milan?
“A nessuno fa piacere sentire contestazioni per tre quarti di partita, ma finché sono civili vanno rispettate, è giusto che tifosi esprimano la propria opinione. Abbiamo le spalle larghe. Solo vincendo possiamo far cambiare l’opinione generale. Qui sembra che non vada bene niente neanche quando vinciamo”.
Cos’ha pensato quando ha visto Bacca sulla panchina del Siviglia prima della partita di Champions con la Juventus?
“Inizialmente il giorno di riposo doveva essere lunedì, ma siamo tornati tardi da Modena, così abbiamo dormito a Milanello, ci siamo allenati a Milanello e abbiamo spostato il riposo a martedì. Bacca però aveva già preso un impegno da un mese per lunedì ed è andato col permesso mio e della società. Per il resto è giusto che sia andato a salutare i suoi ex compagni. Non vedo che polemica possa esserci”.
Però il colombiano fatica a trovare il gol.
“È esperto e sa che deve metterci più convinzione e rabbia. Però, se avesse tirato il rigore con la Sampdoria come doveva essere essendo rigorista, invece di cederlo a Niang che gli ha chiesto di calciarlo avrebbe segnato due partite fa e non si parlerebbe di nessun digiuno”.
Come mai Balotelli fuori dalla lista dei convocati?
“Era da oltre due mesi che non si allenava con il gruppo. Per questo motivo ha bisogno di più tempo rispetto a Bertolacci che invece è nella lista per il Verona. Non vogliamo bruciare le tappe, evitiamo ricadute. Vediamo se sarà convocato per la partita di Coppa Italia con la Sampdoria oppure per la prossima giornata di campionato con il Frosinone. Sicuramente con lui saremo più pericolosi”.
Cinque italiane concorrenti dirette avanti nelle coppe europee: può essere un vantaggio per il Milan?
“Non so perché quando vinci guadagni in fiducia e autostima. Di sicuro anche noi l’anno prossimo vogliamo essere in Europa, non stare davanti alla tv o andare a cena fuori”.
DE JONG RIPESCATO – De Jong va verso il rientro da titolare dopo tante panchine e l’infortunio muscolare. L’olandese ha voglia di tornare in campo: “Io sono sempre pronto, lo sono sempre stato in queste dieci settimane nelle quali non ho giocato”. L’ex del City non si sbilancia: “Vediamo, vediamo, spero di giocare dall’inizio, ma è una scelta del mister”. Nessuna voglia di parlare di una possibile partenza a gennaio in conseguenza del poco spazio a disposizione nell’ultimo periodo: “Non parlo del mio futuro, sono un giocatore del Milan e ho firmato un contratto triennale. Siamo qua per parlare della partita”.
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- Protagonisti:
- sinisa Mihajlovic
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