Koulibaly a L’Equipe: “Benitez mi chiamò: senza di lui non sarei qui”

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Il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly ha rilasciato un’intervista al quotidiano francese L’Equipe. Ecco quanto dichiarato:

“Fin da quando facevo parte del settore giovanile del Metz ho dovuto lavorare tanto. Vedevo ragazzi che si allenavano e poi venivano scelti da club professionistici per giocare, era quello che volevo fare anche io, guadagnare con il calcio ed aiutare così la mia famiglia. Mio padre fa l’operaio, mia madre è una casalinga, sono stati fondamentali per me. Dopo il Metz mi sono trasferito al Genk, all’inizio il campionato belga mi faceva paura, poi però giorno dopo giorno, giocandoci, l’ho trovato un torneo molto interessante.

Benitez? Mi ha cercato dal dicembre del 2013, quando ero al Genk, telefonandomi per ben due volte. All’inizio quando ho ascoltato la sua voce credevo fosse uno scherzo, il mio agente poi mi ha detto che era tutto vero e che stavo per passare al Napoli. In azzurro sono arrivato nell’estate del 2014. All’inizio, a leggere nomi del calibro di Higuaìn, Callejon, Albiol, mi era venuta un po’ di paura. Loro erano già campioni affermati mentre io mi stavo appena affacciando al calcio che conta. Ricordo perfettamente il primo giorno al Napoli, quando Benitez mi convocò nel suo ufficio mostrandomi con gli occhiali i movimenti che avrei dovuto fare. Mi disse queste parole: ‘Se mi seguirai in quello che ti dico diventerai un grande giocatore’. Fin dal primo allenamento il mister mi dedicò delle tabelle di lavoro personalizzato per dirmi cosa dovevo fare per migliorare. Quando ha firmato per il Real Madrid nessuno di noi era già a conoscenza della trattativa.
Qualcuno ha provato a vendermi in estate ma De Laurentiis ha rifiutato tutte le offerte, una di 15 milioni dal Norwich. Anche mister Sarri ha creduto in me e dopo il ritiro mi ha dato la fiducia necessaria per permettermi di far bene in campo.”

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