Messina si complimenta con Orsato

Orsato promosso, tirata d’orecchi all’Inter e a tutti coloro che alimentano le polemiche rendendo difficile l’operato del direttore di gara, ben venga la tecnologia ma solo se utile mentre gli arbitri devono fare meglio su trattenute e gioco duro.

Per Domenico Messina, designatore della serie A, e’ stato un lungo weekend. In programma c’era la sfida scudetto fra Juve e Napoli, preceduta da insinuazioni e polemiche e con la tegola dell’infortunio di Rizzoli (“ma non era stato ancora designato, era uno dei tre candidati che fino all’ultimo ho tenuto sulla corda”).

La scelta e’ cosi’ ricaduta su Orsato e tutto e’ andato per il meglio. “Alla fine della partita ero molto contento – confessa Messina ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno – le premesse erano quelle di una gara di grande tensione e c’era preoccupazione ma a fine gara ho mandato un messaggio a Orsato, facendo i complimenti a lui e a tutta la squadra. Dobbiamo un po’ tutti capire che al centro di una gara ci sono i calciatori e spesso invece viene posto l’arbitro, come se fosse lui a segnare o a sbagliare i gol. Sono i campioni a scendere in campo ed e’ a loro che bisogna volgere l’attenzione”.

Brave anche Juve e Napoli. “Le due squadre hanno pensato a giocare a calcio, hanno dimostrato che vince chi gioca bene a calcio, senza farsi condizionare da chiacchiere spesso inutili. C’erano 22 campioni che hanno cercato di fare del loro meglio senza preoccuparsi dell’arbitro e l’arbitro e’ stato bravo a fare in modo che non si preoccupassero di lui”. Tutt’altra atmosfera al “Franchi”, dove la direzione di Mazzoleni e’ stata contestata, soprattutto dall’Inter.

“La verita’ non e’ mai assoluta, io non ho ancora parlato con Mazzoleni e prima di affrontare alcuni argomenti preferisco farmi spiegare la sua versione dei fatti – replica Messina – Ho pero’ visto una squadra molto nervosa, se dopo il primo fischio continuano a esserci 5-6 calciatori attorno all’arbitro non e’ un segnale positivo. C’e’ un nervosismo latente che non facilita il gioco e l’operato di chi arbitra. Io cerco di affrontare e arginare questo malcostume anche se nel corso del tempo, mentre prima si contestava all’arbitro di badare poco al fallo e molto alle proteste, ora siamo accusati di essere piu’ bravi a tamponare le proteste che a gestire il gioco duro. Possiamo comunque fare meglio”, riconosce a questo proposito Messina.

Il quale anche sulle trattenute ammette che “evidentemente c’e’ nell’arbitro una difficolta’ nel capire bene se sono rilevanti o meno, e’ un problema che dobbiamo affrontare meglio, si vedono cose che non dovrebbero esserci”. Prese le difese degli addizionali (“abbiamo un 5% di errori da parte loro contro il 21% di rigori sbagliati”), Messina preferisce avere una certa cautela davanti all’uso della tecnologia, “dettata dal fatto che non puo’ certificare alcune cose. Sul gol-non gol e’ stato fatto un grosso passo avanti, sulla moviola in campo ho qualche perplessita’ perche’ sposteremo dal campo alla tv il problema. Ci sono situazioni che sono opinabili, discutibili: penso all’entita’ di una spinta, all’importanza di un contatto, sono cose che si valutano molto meglio in campo che in televisione. Se si riesce a oggettivizzare al massimo le cose – conclude Messina -, ben venga l’aiuto della tecnologia, se dobbiamo spostare da un soggetto a un altro il problema, non risolvendolo, allora ho qualche dubbio”.

raisport

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