Fabrizio Miccoli: “Vorrei che il Palermo si salvasse e il Napoli vincesse lo scudetto. Insigne, un campione”

fabrizio-miccoliA Radio Crc nel corso di “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Fabrizio Miccoli, ex calciatore del Palermo

“Il mio giocatore preferito dopo Maradona è Romario ed ecco perché mi diedero questo soprannome, è stato molto bello. L’orecchino del Pibe però non l’ho mai messo, è una reliquia.

Mi dispiace vedere il Palermo in questa situazione, ma devo ammettere che non riesco a vederlo giocare da quando sono andato via, anche per come è finita la mia storia. E’ un brutto momento, ma auguro al Palermo di salvarsi perché parliamo di una piazza che merita la serie A e sono certo che si salverà.

Palermo-Napoli è una partita delicata per entrambe. Vorrei che il Palermo si salvasse il prima possibile e che il Napoli vincesse lo scudetto.

Non è facile giocare nella squadra della propria città, soprattutto a Napoli in cui tutto viene triplicato. Insigne sta facendo bene e gli auguro di diventare ciò che vorrà essere, perché è un bravo ragazzo oltre che un campione. I tifosi lo aiutano, giocare al San Paolo è fantastico e avere l’amore della gente è eccezionale. E’ vero il detto che nessuno è profeta in patria, ma non a Napoli. Per un napoletano tifoso del Napoli giocare con quella maglia e davanti alla propria gente è il massimo.

Mio figlio Diego sta bene, a giugno compirà 8 anni e per adesso si diverte giocando nella mia scuola calcio. Non lo costringerà a diventare un calciatore, ma somiglia a me da piccolo, è incredibile. Vuole giocare con il numero 10 sulle spalle, indossare la fascia da capitano, per cui ha carattere, anche perché gioca con i più grandi. Negli atteggiamenti e nei piedi ci siamo, ma è ancora troppo piccolo.

Ho un bellissimo rapporto con Grava, alcuni suoi collaboratori hanno individuato alcuni giovani, per cui presto porterò a Napoli i ragazzi che vorranno vedere e spero ci sia la possibilità di collaborare col Napoli.

Ringrazierò sempre Trapattoni che mi fece esordire in Nazionale, in effetti ho fatto poco con l’Italia ed è l’unico rimpianto che ho della mia carriera. Ad Insigne posso solo dire di continuare così. Poi, il ct dell’Italia è valido e sono certo che Lorenzo possa giocarsi le sue carte”.

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