Milan, un passo indietro che boccia Mihajlovic. E lo spogliatoio si spacca

Milan, un passo indietro che boccia Mihajlovic. E lo spogliatoio si spaccaAbate a muso duro con l’arbitro Damato durante Chievo-Milan (ansa) MILANO – Ancora una “piccola” fatale al Milan. Lo scialbo 0-0 di Verona col Chievo amplifica gli effetti negativi della sconfitta di 7 giorni prima col Sassuolo: 180 minuti senza segnare, media punti abbondantemente sotto le 2 lunghezze a partita, il minor numero di tiri nello specchio di tutto il campionato. Con i gialloblù i rossoneri sono tornati indietro di mesi. Non a caso, due “senatori” dello spogliatoio come Abbiati e Abate si sono esposti in prima persona per criticare duramente l’atteggiamento della squadra al Bentegodi attaccando quei compagni che reagiscono con fastidio ai rimproveri dalla panchina.

RAPPORTO DIFFICILE – Abbiati e Abate sono i due calciatori che hanno chiesto a gran voce la conferma di Mihajlovic. Ma ormai la situazione per il serbo sembra difficilmente rimediabile: Berlusconi non era contento quando i risultati arrivavano, figurarsi adesso che la squadra si è inceppata. “Con questa squadre difficile fare di più”, sarebbe stato lo sfogo a fine gara di Mihajlovic, captato da Sport Mediaset, frase subito smentita dal sito ufficiale del club rossonero. Così è sempre più probabile l’ennesimo cambio del frullatore milanista delle ultime stagioni. Ma, scorrendo i nomi presenti nella rosa dei papabili successori, si scopre che non mancano i problemi.
 
PAPABILI INGABBIATI – Roberto Donadoni è uno dei candidati più accreditati alla successione di Antonio Conte in Nazionale. E, al di là delle chance azzurre, Berlusconi lo ha sempre (abbastanza inspiegabilmente) ignorato in questi anni di cambi continui in panchina. Maurizio Sarri è vincolato dall’opzione che può esercitare il Napoli per il rinnovo automatico: difficile alla fine che De Laurentiis si privi dell’autore di questa esaltante galoppata azzurra in campionato. Cristian Brocchi sarebbe l’ennesima scommessa di un allenatore al debutto alla guida di una “prima squadra” col conseguente rischio di un’altra bruciatura sul modello Seedorf e Inzaghi.
SQUINZI NON MOLLA – E il Sassuolo non sembra volersi privare facilmente di Eusebio Di Francesco:  “Se Berlusconi mi chiedesse Di Francesco, la cosa mi metterebbe in imbarazzo – dice il patron Giorgio Squinzi intervistato da Radio anch’io lo sport – Eusebio è molto importante per il nostro progetto. Mi batterei perché il tecnico rimanesse con noi”. Ma prima ci sono due mesi di stagione da giocare in un altro modo con la consapevolezza che il 6° posto non è ancora una garanzia.

SESTO POSTO IN BILICO – Cruciale il prossimo turno (da valutare le condizioni muscolari di Kucka mentre Donnarumma sta bene e non ha conseguenze per il colpo alla testa): domenica sera a San Siro arriva una Lazio in ripresa che, in caso di vittoria, si porterebbe a -4 dai rossoneri. Con il Sassuolo, impegnato in casa con l’Udinese, che potrebbe andare a -1. Proprio la Lazio: una delle squadre che hanno mostrato interesse per Mihajlovic in questi mesi di progressivo allontanamento da Berlusconi. Comunque vada il serbo vuole chiudere bene, magari con il colpaccio della Coppa Italia. Ma dovrà rivitalizzare molti giocatori: in particolare Menez, Luiz Adriano, Bertolacci e Balotelli che ieri è rimasto in panchina per 90′ nonostante le numerose assenze. 

milan ac

serie a
Protagonisti:
sinisa Mihajlovic

Fonte: Repubblica

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