Rizzoli: “Noi pronti a parlare. Bonucci? Troppo rumore, non mi ha toccato”

Rizzoli: "Noi pronti a parlare. Bonucci? Troppo rumore, non mi ha toccato"Rizzoli in allenamento (ansa) ROMA – Nicola Rizzoli non molla anzi rilancia. Il fischietto bolognese torna sulle dichiarazioni rilasciate durante il raduno degli arbitri Uefa, parlando ai microfoni di Radio Anch’io Sport. Rizzoli si era detto pronto a smettere, se fossero venuti meno gli stimoli: “Sin da ragazzo ho sempre pensato che bisogna fare un passo alla volta, se ho davanti una lunga scalinata non salto nessun gradino – spiega il nostro rappresentante nella compagine arbitrale di Euro 2016 – Mi sento bene, non sono né demotivato né demoralizzato, con l’esperienza che ho ottenuto nel tempo e con la professionalità, la mancanza di motivazioni non rientra nella mia testa. Ho detto che penso a finire bene il campionato, che poi mi concentrerò sull’Europeo e che poi vedremo. Oggi sono una persona molto motivata, poi nella vita non si sa mai, ma il mio concetto è che voglio fare un passo alla volta”.

“SI È PARLATO TROPPO DI BONUCCI” – Rizzoli parla anche della presunta testata di Bonucci, nel derby di Torino, e del caso simile che ha visto coinvolto il laziale Keita, nella sfida di domenica contro la Sampdoria: “Della vicenda Bonucci se ne è parlato troppo, ma in nessuna maniera può avermi demoralizzato – assicura il fischietto – è vero che non ci si deve fare avvicinare troppo dai calciatori, ma non si possono costruire castelli su due fotografie che poi vengono messe sui social. Se si guarda il video ci si rende conto che non c’è alcun tipo di contatto e questo mi sembra evidente altrimenti non ci sarebbero stato dubbi sul da farsi da parte mia. Ieri Keita era fermo e immobile, mi ha semplicemente chiesto spiegazioni. Spero non se ne parli in eccesso anche adesso, mi sembra assurdo guardare una foto e costruire castelli, quando il video chiarisce tutto”.

“CAPITANI SI RIPRENDANO L’AUTORITÀ” – D’altro canto, le eccessive proteste dei giocatori stanno diventando un problema e Rizzoli auspica che i capitani delle squadre tornino a svolgere appieno il proprio compito: “Il capitano deve riprendersi l’autorità che gli spetta e che merita – spiega – sarebbe bello instaurare di nuovo questo rapporto tra capitano e arbitro. Bisogna tenere lontani i giocatori e chi protesta oltre quel famoso braccio che ti permette di tenere la distanza corretta deve pagare. Tornando ai due casi di prima, Bonucci protestava in maniera più vibrante ed è stato ammonito, Keita è venuto a chiedermi una cosa in maniera del tutto civile e non è stato ammonito, ma è vero che bisogna tenere la distanza consentita e il rispetto dei ruoli, anche perché poi certi atteggiamenti, soprattutto nelle categorie inferiori, possono diventare pericolose”.

“PARLEREMO SE SARANNO PRONTI AD ASCOLTARCI” – Di questi argomenti, gli arbitri potrebbero parlare dall’anno prossimo di fronte alle telecamere: “Credo sia un obiettivo del presidente Nicchi, probabilmente nella prossima stagione verrà fatto il tentativo di parlare dopo le partite, ma per dialogare deve esserci chi parla e chi ascolta – avverte Rizzoli – vediamo se ci sarà la predisposizione ad ascoltarci, se ci sarà intelligenza nel voler capire certe cose allora davvero si potrà avere questo tipo di svolta. È chiaro che parlare dopo partite infuocate e mediaticamente importanti diventa delicato, ma vedremo dove ci porterà questo esperimento”.

“ATLETICO-BARCA? LA TECNOLOGIA AVREBBE AIUTATO” – Anche in Europa, Rizzoli ha dovuto fare i conti con qualche polemica dovuta alle sue direzioni. In Atletico Madrid-Barcellona, ritorno dei quarti di finale di Champions League, ha concesso una punizione dal limite e non un rigore ai catalani per un fallo di mani in area di Gabi, nel momento decisivo della doppia sfida. “Al raduno Uefa ho parlato con il mio collega spagnolo, mi ha detto che in realtà la polemica sui giornali è durata appena un giorno e solo sui media catalani che hanno esasperato il tutto – sottolinea Rizzoli – L’Atletico ha meritato, la prestazione di noi arbitri è stata molto positiva fino al 93°, poi un episodio ha cambiato le cose. Non era facile giudicare quel fallo di mano, i piedi del giocatore dell’Atletico erano fuori dall’area e gli elementi oggettivi che avevi a disposizione hanno portato a una certa decisione, in quel caso la tecnologia in pochi secondi avrebbe potuto togliere ogni dubbio”.

“OGNI AIUTO È POSITIVO” – Porte aperte, quindi, all’aiuto tecnologico: “La nostra più grande difficoltà è non essere mai colti di sorpresa, l’errore si commette quando sfugge qualcosa – riconosce il fischietto bolognese – l’arbitro bravo deve cercare di prevedere come possono andare le cose per poi valutare al meglio gli elementi e qui gli addizionali aiutano sicuramente”.

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Protagonisti:
Nicola Rizzoli

Fonte: Repubblica

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