Napoli, il perchè di questa crisi di risultati. Hamsik, sempre croce e delizia

Partiamo da un assunto: ora non è il momento di puntare l’indice e cercare colpevoli. Ma fra 3 partite bisognerà sedersi ad un tavolo e riflettere un po’. Inutile farlo adesso perché a questo punto della stagione non si inventa più nulla. Si stringono i denti e si finisce così. Per l’anno prossimo però non si potranno ripetere gli errori che hanno caratterizzato questa stagione, dall’inizio ad oggi. Su cosa? Sulla gestione della rosa, sull’efficienza caratteriale di alcuni, sul perché siamo sempre così poco precisi in avanti. Perché per capirci: sfortuna prendere gol all’89°. Ma contro la Roma non dovevamo arrivare all’89° sullo 0-0, probabilmente. e se prendi gol all’89° sul 2-0 di vantaggio, non te ne ricordi neanche. E’ tutto lì.

Numeri – Bisogna però analizzare anche i numeri, che non dicono ovviamente tutto ma aiutano a capire: in trasferta sui campi delle prime 7: 1 vittoria (Milan), 1 pari (Fiorentina), 4 sconfitte (Juve, Inter, Roma, Sassuolo). In più: negli ultimi 2 mesi abbiamo vinto a Palermo, pareggiato a Firenze e perso TUTTE le altre trasferte. Non è solo con le “grandissime”. Ma anche a Udine. O Vila-real. Siamo scoppiati fuori casa da 2 mesi e più. Abbiamo fatti 10 punti in 8 trasferte nel ritorno. E da febbraio, 1 sola vittoria contro il Palermo. Fuori casa, dove servono più muscoli e personalità, siamo affondati. Abbiamo buttato via l’Europa e siamo morti lo stesso. Spiegare questa crisi di risultati solo con il mercato, è fuorviante: le alternative, soprattutto in alcuni ruoli, ci sono. Prendiamo Mertens, considerato a tutti gli effetti un co-titolare: nel girone di ritorno, fino alla gara con il Bologna ha giocato appena TRE partite da titolare. Anche la gestione di Gabbiadini lascia francamente perplessi.

‘Siamo arrivati morti alla spiaggia’. Il mancato turnover della prima metà si è fatto sentire. Troppa gente è andata. Allan e Callejon ieri erano fantasmi del girone d’andata.
Prendiamo l’anno scorso: quando la Roma è uscita dall’EL, noi eravamo a -1 dal 2° posto. Siamo calati dopo, perché noi siamo rimasti dentro, e siamo crollati. Mentre le romane sono salite. ergo: eravamo da 2° posto già l’anno scorso. Perso per dare importanza alle coppe. Quest’anno siamo più forti, quindi il 2° posto (avendo abbandonato le coppe) diventa tassativo. Dunque, non attuando alcun tipo di turn over all’inizio, invece di perderli con “regolarità”, ne ha persi pochissimi all’inizio e tanti dopo probabilmente. Ma l’anno prossimo si dovrà fare così per forza, con la Champions (si spera) in mezzo. Le coppe tolgono punti.
La Roma ha fatto il suo record di punti senza coppe, due anni fa. Sempre la Roma l’anno scorso si è salvata uscendo dalle coppe, e La Lazio non ne aveva. Per farla breve: le coppe tolgono punti. Se non fai turnover, muori direttamente. quindi è quasi tautologico fare turnover. Se non lo fai, prima o poi finisce così per forza.

Hamsik Anche ieri ha deluso moltissimo. Il gol subito è stato causato da lui, sostanzialmente, che si è disinteressato dell’azione difensiva causando un buco. Koulibaly e David Lopez hanno ruotato dai loro uomini, per coprire quel buco, lasciando libero Nainggolan (in origine coperto da Lopez). Marek non può giocare così. Non può continuare a sbagliare appoggi orizzontali nella propria metà campo o ignorare alcune fasi difensive.
Credo, a questo punto e dopo ben 8 anni che Marek sia questo, nel bene e purtroppo nel male: da mezzala quando Hamsik è al meglio, è completamente devastante. Ma quando non c’è, come ieri, danneggia. Lo slovacco resta un giocatore che da mezzala ha pregi e difetti. Per me i difetti lo portano in avanti come posizione. La mezzala non la faceva dal 2009: a 28 anni ormai non impari a seguire i tagli così. Giocando più avanti si evitano gli altri difetti. Quest’anno ha diminuito gol/assist, ha aumentato i key pass e le palle toccate. Ma troppo spesso passivo e se giochi a centrocampo devi avere una leadership continua. Non discontinua. Alcuni indicatori statistici (whoscored e squawka) sono buoni perché in alcune partite è onnipotente e li accumula sproporzionatamente rispetto ad altre. Se fai 100 in una partita e 10 in un’altra, la media è 55, ma non hai prodotto 55 in entrambe. Ed è vero che lui in alcune partite è stato onnipotente proprio (il s.t. di Napoli-Fiorentina è stato magico, per dire) poi però in alcune semplicemente ha deciso di prendersi una vacanza pagata. Non si tratta di “costanza” su livelli di eccellenza. Ma di non sprofondare del tutto. Per dire, quante volte vediamo Marchisio, o Nainggolan proprio, giocare come ha fatto ieri Marek? Deve fare meglio come costanza (anche quando va male), se non riesce allora deve iniziare a saltare qualche partita, l’anno prossimo. Pure un buon numero.

In conclusione, Sarri ha convinto col suo gioco, migliorando anche il rendimento di molti giocatori (Koulibaly ed Albiol su tutti). Ma ci sono dei difetti ancora, specie nelle gare esterne. Anche per lui questo è stato un anno di crescita, e si spera che abbia imparato dagli errori commessi quest’anno, anche perché con la Champions una gestione simile non sarà affatto tollerabile. Si cresce attraverso i propri errori. Non si rinnega né dimentica il passato, ma lo si sfrutta per non ripetersi negativamente, a patto di non ignorare i propri errori.

 

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