Cristian Brocchi (lapresse) MILANO – La trattativa per la vendita al consorzio cinese. La rivolta dei tifosi contro Berlusconi per l’esonero di Mihajlovic. L’approvazione di un bilancio in profondo rosso. L’assemblea degli azionisti, che rischia di trasformarsi in processo pubblico. Mentre al Milan impazzano le notizie extracalcistiche, c’è un allenatore appena assunto, che a sole tre giornate dalla fine del campionato tenta di vincere sul campo la lotta contro il tempo.
NIENTE ACCUSE – Cristian Brocchi ha deciso di usare la psicologia e l’arma più importante in un gruppo: l’unità dello spogliatoio. Tutti devono sentirsi partecipi dello sprint per l’Europa League: sono vietati sia i personalismi sia i cedimenti alla tentazione di colpevolizzare questo o quel compagno. E se qualcuno si è lamentato dell’indifferenza alla sconfitta di Verona, da parte di qualche giocatore pizzicato a prenotare sul telefonino il ristorante, quel qualcuno non è Brocchi. Lui ha scelto la strada del dialogo, convinto che alla fine soltanto la piena adesione di tutti al nuovo progetto tattico possa portare gioco e punti, contro Frosinone, Bologna e Roma. Anche la rabona di Bacca è stata perdonata, a meno di ulteriori sbagli: c’è bisogno del capocannoniere.
LA FIDUCIA DEL PRESIDENTE – Il sostegno gli arriva direttamente da Berlusconi, che in queste ore, in mezzo agli impegni politici della campagna elettorale per le amministrative, non ha mancato di ribadire la fiducia nel mister scelto al posto di Mihajlovic. Nessuna retromarcia o ripensamento: Brocchi resterà in panchina almeno fino a fine stagione, con la possibilità di conquistarsi la riconferma per la prossima. Sono i calciatori, secondo il presidente, a doversi assumere le responsabilità del loro ruolo, traghettando il Milan fuori dalla crisi di risultati. E’ da chi scende in campo che il padrone pretende impegno, carattere e personalità. LA PRESSIONE – Il neoallenatore incassa la fiducia e prosegue con un metodo nel quale crede fortemente. Né bastone, né carota, ma un rapporto maturo tra professionisti. Tuttavia ha soltanto tre gare di campionato a disposizione e poco più di tre settimane di allenamenti, prima della finale di Coppa Italia del 21 maggio contro la Juventus, epilogo decisivo di questa difficile stagione, per ottenere una serie di risultati che l’attuale pressione esterna rende particolarmente complicati: dare un’identità tattica nuova a una squadra abituata a un sistema diverso, accontentare il datore di lavoro che vuole un gioco spettacolare e difendere dall’assalto del Sassuolo, staccato di un solo punto, il sesto posto in classifica, che vale l’accesso ai preliminari di Europa League.
L’AIUTO DI BALOTELLI – Per preparare la partita di domenica a San Siro col Frosinone, ha scelto la succitata strada della psicologia: colloqui singoli con i giocatori, per evitare che si ripetano scene come quelle di lunedì scorso a Verona, dove è capitato che chi perdeva il pallone, spesso, restasse fermo senza inseguire l’avversario. “Non deve più succedere”, ha detto alla squadra, senza colpevolizzare i singoli. Dovranno aiutarlo Alex e Balotelli, al rientro dalla squalifica. Dall’attaccante in recupero psico-fisico domenica il Milan si aspetta finalmente il gol.
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Fonte: Repubblica
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