Tre pullman carichi di tifosi rossoneri si trovano all’altezza del numero 64, davanti al locale Jet Lag, assai apprezzato dai nottambuli. D’un tratto inizia una sorta di assalto a uno dei pullman – così almeno raccontano i milanisti, ma la storia è tutta da verificare – con scossoni e botte sulla carrozzeria. I tifosi non ci pensano due volte: scendono in banda – sono 71, e saranno tutti denunciati e sottoposti a Daspo – e si lanciano, con sette coltelli e alcuni bastoni (che saranno poi ritrovati proprio fuori dal bar) contro quelli che ritengono responsabili dei calci al pullman.
Roma, Coppa Italia: assalto al bar: Il titolare: “E’ stato un bagno di sangue”I feriti. A finire nel giro di pochi secondi accoltellati Gianluca Messineo 27 anni, un attore habitué del Jet Lag che stava festeggiando il suo compleanno, e Alessandro Palmieri, quarantenne che era lì a cena. Il primo verrà poi trasportato al San Camillo, il secondo al Santo Spirito, entrambi in prognosi riservata, anche se non in pericolo di vita. Ancora un attimo e i settantuno tifosi risalgono a bordo.Sono poche centinaia, però, i metri che riescono a percorrere i tre pullman prima che volanti, auto del commissariato Aurelio diretto da Alfredo Matteucci, mezzi della mobile, pantere in servizio stadio, e la Digos che sta svolgendo le indagini coadiuvata dalla Procura, piombino sul posto, bloccandoli tutti e tre. Vengono tutti identificati – oltre 200 persone – i 71 scesi in strada denunciati, sottoposti a Daspo, e perquisiti: sui mezzi la polizia trova cacciaviti, bombe carta, petardi, bastoni e stupefacenti. Nulla di tutto questo è entrato nello stadio, dove i controlli non lo avrebbero permesso. Coltelli, bastoni, cacciati, bombe carta, stupefacenti, petardi erano nascosti a bordo del pullman privati che avrebbe riportato verso la Lombardia i suoi 71 occupanti.
L’arresto. Intanto grazie alle testimonianze viene arrestato un 19enne che gli inquirenti ritengono responsabile del duplice ferimento: sono ancora però tante le cose da chiarire, per esempio se il 19enne abbia davvero agito da solo o se siano coinvolte – e in che misura, se via sia concorso oppure no – altre persone. Il pm incaricato del caso ha già avviato i primi interrogatori per chiarire fino in fondo la dinamica, mentre gli inquirenti stanno passando al vaglio le telecamere di sicurezza poste nella zona. Tra le testimonianze più importanti: gli amici degli accoltellati, ma anche l’autista del pullman.