Aumentano gli spettatori, ma la Serie A è sempre più in rosso

Aumentano gli spettatori, ma la Serie A è sempre più in rossoCarlo Tavecchio alla presentazione del Report (ansa) ROMA – Profondo rosso. La Serie A 2014-2015 ha registrato un risultato netto negativo di 379 milioni, più del doppio della stagione precedente (186 milioni). E ha perso in un anno più dell’intero sistema calcio professionistico nel 2013-2014. Il livello d’indebitamento è al 100,4%, ogni club ha debiti per 157 milioni e quelli finanziari in particolare – spia allarmante della carenza di liquidità propria – sono cresciuti del 16,8%. Il valore della produzione cala, i costi, soprattutto quelli del lavoro, continuano ad aumentare. Sono i numeri, chiari e allarmanti, del Report Calcio 2016 presentato oggi alla Camera e realizzato dalla Federcalcio con la fondazione Arel e Pwc. Si riferisce alla stagione conclusa un anno fa, non tiene conto del Parma fallito, e realizza il censimento dell’intero sistema italiano.

In Serie A, il valore globale della produzione è calato del 3,9%, passando a 2,299 a 2,210 miliardi di euro. La flessione deriva essenzialmente dalla diminuzione delle plusvalenze da cessione di calciatori, scese da 443,2 milioni a 331,7 (-25,2%). Il sistema non è riuscito a far cassa con il calciomercato come negli anni precedenti, ma ha aumentato le altre voci di entrata: sono cresciuti i diritti TV (da 987,1 a 1031,9 milioni, +4,5%, il 47% del totale), i ricavi da stadio (da 192,3 milioni a 221,7, +15,3%. Cresciuti gli spettatori, 13.3 milioni, +1.8% rispetto alla stagione precedente) e quelli commerciali (da 344,2 a 360,9, +4,9%). La B perde 90 milioni, la Lega Pro 66. Emanuele Grasso (PwC) osserva: “E’ un dato preoccupante ma è bene discuterne e rappresentarlo in maniera forte. Ogni 10 euro di produzione, in A se ne perdono 2, in B 3, in Lega Pro 6. Gli azionisti di riferimento continuano a finanziare un sistema in forte perdita, il patrimonio aggregato è di 37 milioni circa ma questo capitale di rischio è insufficiente a sostenere un’industria, l’intero sistema calcio, che produce 3 miliardi di ricavi e 3 miliardi di debiti. Bisogna portare maggiori risorse a un sistema che ha necessità di essere finanziato”.

Il costo del lavoro è cresciuto del 4% in un anno (da 1,187 milioni del 2013-2014 a 1235,6), ogni club spende in media 65 milioni di euro per i suoi dipendenti, una crescita del 9,5%. La lettura che emerge è che ancora una volta gli incassi delle tv vengono mangiati interamente dagli stipendi dei calciatori, e anzi per molti club questo conto è in passivo. Ci sono 1 milione e 400mila tesserati in Italia, diminuiscono i calciatori professionisti (12.211, erano 14.447 cinque anni fa, ma nel frattempo sono state ridotte le società di Lega Pro ed eliminata una categoria), sono cresciuti però i tesserati nel settore giovanile e scolastico (698mila), degli stranieri (57mila). La Nazionale di Conte e le altre rappresentative azzurre hanno incassato 35,1 milioni dalle tv.

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Fonte: Repubblica

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