Pasquale Casale: “Non mi meraviglio dei tanti rifiuti verso la squadra azzurra, purtroppo c’è disinformazione sulla squadra e sulla città”

PASQUALE CASALE, ex attaccante del Napoli: “A Napoli si piange due volte: quando si arriva, e quando si parte. Non mi meraviglio dei tanti rifiuti verso la squadra azzurra, purtroppo c’è disinformazione sulla squadra e sulla città. Inoltre esistono anche diversi cavilli contrattuali, come la questione dei diritti d’immagine. Obiettivamente la città è molto passionale, ma ciò che conta per i calciatori sono i soldi e la prospettiva tecnica di giocare ad alti livelli. In questo Europeo si stanno mettendo in mostra giocatori interessanti ed il Napoli fa bene ad aspettare. Allo stesso tempo, però, bisognerebbe muoversi, sia per gli acquisti che per i rinnovi. Il centrocampo è il reparto che va rinforzato più di tutti. Non è un problema di  uomini, ma di caratteristiche. Zielinski preferisce Liverpool perché in Serie A si vede un calcio da Serie C. L’Inghilterra è un altro mondo per emozioni e spettacolo. A 23 anni andai via da Napoli per paura di non giocare più: è stato l’errore più grave della mia carriera. Dunque, a Lapadula consiglio di non sbagliare la sua scelta, di ponderarla bene. Posso capire le sue perplessità sul fatto che la presenza di Higuain limiti il suo spazio. Nazionale? La prima partita non mi ha meravigliato, la seconda sì. L’Italia ha trovato energie inaspettate che mi fanno ben sperare in vista del futuro. Conte sta costruendo qualcosa di importante. Insigne? Conte è permaloso, non vorrei si sia legato al dito la famosa vicenda che vide coinvolto il presidente De Laurentiis e la battuta sul belgio. Magari potrebbe essere impiegato come fece Lippi con Del Piero, ma ad oggi è un emarginato. Albania? Lì il calcio sta crescendo, la scelta De Biasi la dice lunga. Laddove c’è “fame” c’è grande voglia di emergere e il percorso degli albanesi agli europei ne è l’esempio lampante. Hysaj è stato un colpo di fortuna per il Napoli. È diventato il Bruscolotti della situazione, l’uomo che mancava a Benitez perché intelligente e duttile in difesa, terzino basso che ha ridato equilibrio alla difesa”.

Fonte: Radio Punto Zero

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