Inter, Icardi tra gol e trofei: ”Sarebbe bello alzare la coppa”

Inter, Icardi tra gol e trofei: ''Sarebbe bello alzare la coppa''Mauro Icardi (agf) MILANO – L’Inter apre la stagione di Europa League ospitando a San Siro gli israeliani del Be’er Sheva, che hanno sfiorato la qualificazione in Champions League (2-5 e 2-0 contro il Celtic, dopo aver eliminato l’Olympiacos). Mauro Icardi è l’uomo del momento, dopo la doppietta di Pescara e non solo. E’ lui il leader e il capitano dell’Inter, senza discussioni, e alla vigilia la sua dichiarazione d’amore al club è sincera: “Sono felice di stare qui e voglio rimanerci il più possibile, voglio vincere qualcosa con l’Inter. Sarebbe bellissimo iniziare con l’Europa League e alzarla da capitano. La mia clausola potrebbe essere fissata a 100 milioni, più di Higuain? Non saprei, i 90 per Higuain c’erano tutti, lui ha segnato 36 gol in un solo campionato italiano… Poi ci sono alcune clausole quasi finte, mi pare che Messi ne abbia una da 250 milioni che nessuno potrebbe pagare. Della mia non so nulla, la deciderà il club ma non mi interessa granché, io voglio rimanere qui”.

Icardi parla da capitano anche esprimendo le sue preferenze tattiche: “Mi trovo bene con il 4-2-3-1 di Pescara, ho più compagni intorno e più assist possibili, mi piace. Alla prima partita a Verona giocammo col 3-5-2 che non facevamo dai tempi di Mazzarri e abbiamo visto che non è andato bene, meglio il 4-2-3-1. Sto iniziando a segnare di testa grazie a Candreva e Banega, che mi hanno servito assist bellissimi. Negli anni scorsi ho segnato poco di testa, quasi mai anzi, forse mi arrivavano pochi palloni, però è strano: il colpo di testa non è mai stato il mio punto debole, anzi da ragazzino segnavo sempre di testa”. Ma non si sente solo: “Ho sempre detto che qua ci sono tanti leader. Non solo io che sono il capitano. Io faccio i gol ma non è che devo portare la squadra sulle spalle, anche se finora ho segnato tutti e tre i gol della squadra, ognuno ha le sue responsabilità in campo, dal portiere a chi subentra. La nazionale argentina? Se ne parla tanto, ma è l’allenatore che sceglie…l’ultima volta ha scelto Pratto, che qui è poco conosciuto ma è bravo. Quando decideranno di chiamarmi sarò pronto”.

Intanto il tecnico Frank De Boer è più sereno dopo Pescara: “La vittoria è stata importante perché ha portato la giusta atmosfera nello spogliatoio, ci voleva, ora vogliamo mantenerla. Ho visto buone cose in fase offensiva a Pescara, meno buone in fase difensiva. Senza Handanovic forse non avremmo vinto. Il Be’er Sheva può darci fastidio, lo rispettiamo, in Europa si è già fatto valere e se non avesse sbagliato un rigore contro il Celtic ora sarebbe in Champions. Ma noi vogliamo vincere almeno le tre partite in casa del girone”.

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Fonte: Repubblica

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