Juventus, Allegri: “Gare così aiutano a crescere”. Dani Alves in dubbio per l’Inter

Juventus, Allegri: "Gare così aiutano a crescere''. Dani Alves in dubbio per l'InterLa grinta di Allegri (lapresse) TORINO – La Juventus per una volta a secco di gol dopo 19 partite consecutive tra campionato e coppe fa notizia almeno quanto il duro sfogo “contiano” di Massimiliano Allegri nel dopopartita dello sfortunato pareggio (0-0) nella prima uscita di Champions contro il Siviglia: “Qui si è creato un alone di eccessivo entusiasmo: è fuori dal mondo indicarci come i favoriti per la vittoria finale, quando la Juve è da vent’anni che non vince la Champions – è sbottato il tecnico, alzando la voce e sbattendo i pugni sul tavolo -. Abbiamo fatto un ottimo mercato, ma ci vuole molta calma. Real Madrid, Bayern Monaco Barcellona e Manchester City sono al nostro livello se non un grado sopra, per i risultati conseguiti. Non possiamo passare dall’euforia alla delusione”.

ALLEGRI MA NON TROPPO – La domanda è: con chi ce l’aveva Allegri? Con tutti e con nessuno. Il suo è stato un duro richiamo a quello che in genere va sotto il nome generico di ambiente: spogliatoio, tifosi, club, media… Un atto di accusa a chi lo ha in qualche modo messo spalle al muro, come se il mostruoso mercato estivo, una spesa per pasteggiare in quei famosi ristoranti da cento euro sognati dal suo predecessore Conte, si debba per forza tradurre in una messe di trofei. Allegri teme che qualcuno dentro e intorno alla Juve si sia ammalato di euforia. E, intanto, constata di avere soltanto tutto da perdere. Di qui l’invito – eufemismo – a tornare tutti con i piedi per terra.

IL TWEET DOPO LA TEMPESTA – A riportare un po’ di sereno, l’immancabile tweet pubblicato dallo stesso Allegri mezz’ora dopo aver fatto tremare i muri della sala conferenze dello Stadium: “Le partenze in salita – scrive su Twitter – dimostrano quanta fatica c’è da fare per arrivare alla vetta. Questa partita ci aiuterà a crescere come gruppo!”. Per restare nella metafora scelta dal tecnico, più che di una partenza in salita si dovrebbe forse parlare di avvio con il freno a mano tirato. Certo, il Siviglia ha impacchettato bene la partita, ma la Juve e lo stesso Allegri ci hanno messo del loro.  POCO POSSESSO E CAMBI TARDIVI – Non convince infatti l’atteggiamento della squadra, assai meno feroce e cinica di quella ammirata sabato scorso: i bianconeri sono passati dal 70% di possesso palla col Sassuolo al 56% col Siviglia (appena 46% all’intervallo). Perché abbassare il baricentro e agire soprattutto di rimessa anziché imporre il proprio gioco, a maggior ragione contro una formazione molto difensiva, a dispetto di quanto aveva detto Sampaoli alla vigilia? Ma non convince nemmeno la scelta di escludere dall’undici iniziale Pjanic, il cui inserimento per l’assalto finale è stato probabilmente tardivo. Il bosniaco non avrebbe forse dovuto giocare tutti i 90 minuti contro il Sassuolo. Perché in Europa la Juve non può proprio fare a meno del “pianista”, il faro di un reparto che negli ultimi anni ha perso diversi pezzi da novanta (Vidal, Pirlo, Pogba…) e deve fare ancora i conti con la lungodegenza di Marchisio: “Tra un mese, quando tornerà Claudio, ci sarà ancora meno spazio per Pjanic? Siamo contenti di avere questi problemi – ha detto ieri Marotta -, vuol dire che la rosa è competitiva”.

PJANIC “VEDE” L’INTER, DANI ALVES IN FORTE DUBBIO – Pjanic tornerà ad illuminare la scena domenica (ore 18, arbitro Tagliavento) in casa dell’Inter. La sensazione è che il turnover sarà nuovamente minimo: per riposare ci sarà tempo contro Cagliari, Palermo, Dinamo Zagabria, Empoli e Udinese. Le rotazioni interesseranno però alcuni pezzi grossi dell’undici bianconero: Chiellini e Khedira dopo quattro partite consecutive dovrebbero lasciare il posto a Benatia e uno tra Asamoah e Hernanes. Sulle fasce torneranno Alex Sandro e forse anche Lichtsteiner, vista la probabile assenza di Dani Alves: mercoledì l’esterno brasiliano ha subìto un trauma conclusivo alla coscia sinistra, le sue condizioni verranno valutate nei prossimi giorni. Ma attenzione pure a Cuadrado, pronto al suo esordio-bis in bianconero. L’attacco, infine, potrebbe ripartire per la terza volta dal tandem Dybala-Higuain, con Pjaca e Mandzukic nuovamente di scorta. Allegri sembra intenzionato a chiedere un altro sforzo ai suoi big. Per tirare il fiato, già detto, ci sarà modo più avanti. 
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massimiliano allegri

Fonte: Repubblica

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