Sassuolo-Genoa 2-0, i neroverdi giocano la gara perfetta

REGGIO EMILIA – Non c’è stato da annoiarsi, al Mapei Stadium, anche se le emozioni maggiori sono arrivate nel secondo tempo. Sassuolo bello d’Europa? Sassuolo coerente, diremmo noi. Maturo, dice Di Francesco. Cambiano le avversarie, più o meno motivate e più o meno titolate, ma… questa o quella – per i neroverdi – pari sono. E alla stessa maniera vengono trattate. Stavolta, nel secondo tempo, e nel momento di maggiore sofferenza, i neroverdi hanno saputo portare la croce prima di cantare, anzi esultare. Il successo passa dall’equilibrio, dalla solidità difensiva e da spunti di grande qualità. Si accende Gregoire Defrel, improvvisamente: e per il Genoa arriva il black out. Un Genoa che non può imputare nulla, poche sbavature, qualche piccola trascuratezza. Ma il Sassuolo di adesso, lucido com’è, le sfrutta pienamente. 

Primo tempo – Juric sembra aver capito bene come disinnescare questo Sassuolo indiavolato. Il croato ha spiato l’avversario in Coppa. Non si fida, ma – come è sua abitudine difende molto alto. I neroverdi hanno nella pazienza la loro miglior dote. Però il Grifone, seguito al Mapei Stadium da un gran numero di tifosi, non commette l’errore imperdonabile di dare campo al gioco verticale di Di Francesco. Solo in una circostanza, i rossoblù si fanno trovare scoperti, e Duncan è bravissimo a inserirsi nel corridoio lasciato vuoto, nel controllare in area e nel tirare rasoterra sul palo lontano. Perin battuto è salvato dal palo. E’ la più nitida occasione da gol di un primo tempo che vede prevalere la maggiore freschezza del centrocampo ospite. Più che un 3-4-3, quello di Juric è un 4-2-4 molto mobile sugli esterni. Ma non solo lazovic e Laxalt producono a turno un bel sostegno a Izzo, Burdisso e Orban; anche Gakpè e Rigoni sono spesso centrocampisti aggiunti. 

Il Sassuolo invece conferma la sua assoluta affidabilità difensiva centrale, non lasciando alcuno spazio allo scalpitante Pavoletti, cercato continuamente da Rincon e dal piede educato del neo papà Veloso. In particolare si fa apprezzare il giovane Antei. A centrocampo, Magnanelli non gode della solita libertà nel dirigere le operazioni. Lirola è elegante e sembra avere intelligenti tempi di inserimento, là dove Laxalt e Gakpè però sono svegli. Politano è quello di giovedì in coppa e da subito mette a disposizione della causa la sua sgroppata, ben controllata. Chi non si vede proprio è Ragusa. Insomma un match intensissimo, in ogni zona, eppure molto molto corretto: Juric e Di Francesco giocano le loro chance ben sapendo che il collega ha trovato adeguate contromosse. E le pedine non sgarrano. Zero a zero con scarse emozioni al riposo.

Arrivano i gol – Il Genoa prova a forzare il blocco subito dopo il riposo e il Sassuolo sembra spesso sul punto di capitolare, nei primissimi minuti. Pavoletti anticipa tutti sul primo palo ispirato da Lazovic ma mette fuori di poco, Burdisso svetta su angolo e non trova il bersaglio. E’  soprattutto l’atteggiamento che sembra far prevalere gli ospiti. Ci vuole un guizzo che cambi l’inerzia. Gregoire Defrel si accende e fa un paio di giocate decisive. All’improvviso come un pugile, alle corde e sotto nei punti, mette due uppercut da ko. Una finta di corpo in area di rigore, spalle alla porta, manda al bar Orban, fino ad allora impeccabile e costringe Pavoletti,  in inedita versione difensiva, a sgambettarlo dopo un tunnel. Politano – un protagonista instancabile – fa il vice Berardi e infila l’1 a 0 dal dischetto. 

La reazione è rabbiosa. Il Genoa sa di non meritare di stare sotto. L’ex di turno sale in cielo ma non trova lo specchio della porta, poi spizzica per Izzo sul quale esce coraggiosamente Consigli. Non si passa. E allora scatta la legge del Sassuolo. Implacabile. Ricci sbaglia un gol fatto, calciando su Perin davanti ala porta sguarnita ma poi Peluso fluidifica per la sola volta nel suo match. Ha il colpo in canna: cross al bacio e tuffo di testa “alla Pascutti” (per i vecchi intenditori) di Defrel. Splendido il 2 a 0.
Juric non lascia nulla di intentato, ma l’hacker Di Francesco ha ormai insinuoato il virus nel sistema del Grifone. Ocampos e Simeone jr. entrano forze nuove, ma Acerbi e Magnanelli sono i Grandi vecchi attorno ai quali il sistema anticnendio emiliano spegne ogni fuocherello, Veloso perde le staffe e si fa cacciare in un attimo, Laxalt è l’ultimo ad arrendersi. Il verdetto, ormai, è scritto.  

SASSUOLO: Consigli 6.5 – Lirola 6, Antei 6.5, Acerbi 7, Peluso 6 – Pellegrini 6 (64′ Biondini 6), Magnanelli 6.5, Duncan 6.5 – Politano 7.5, Defrel 7.5 (81′ Matri 6), Ragusa 5 5 (46′ Ricci 5). All. Di Francesco
GENOA: Perin 6.5 – Izzo 6, Burdisso 6, Orban 5.5 – Lazovic 6.5 (70′ Simeone 6), Rincon 6, Veloso 5, Laxalt 6.5 – Rigoni 5.5 (59′ Pandev 5), Pavoletti 5.5, Gakpè 6 (74′ Ocampos 5.5). All. Juric
ARBITRO: Gavillucci 6.5
RETI: Politano(rigore) al 58′; Defrel al 67′
NOTE: Ammoniti: Orban e Pavoletti. Espulsi: Veloso (doppia ammonizione). Osservato 1′ di silenzio a ricordo di Carlo Azeglio Ciampi, Presidente Emerito della Repubblica Italiana

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Fonte: Repubblica

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