Napoli, lo scudetto non viaggia in trasferta: 7 punti persi lontano dal San Paolo

Napoli, lo scudetto non viaggia in trasferta: 7 punti persi lontano dal San PaoloMarek Hamsik a testa bassa dopo il ko di Bergamo (ansa) NAPOLI – Nove punti (su 9) conquistati al San Paolo, appena 5 (su 12) nelle quattro partite giocate finora in trasferta. Il Napoli di Maurizio Sarri continua ad avere due volti, con un’alternanza di risultati e prestazioni che si può spiegare in un solo modo: con un difetto di personalità. Dal travolgente show in Champions con il Benfica alla brutta figura contro l’Atalanta sono passati solo quattro giorni, in cui gli azzurri non sono riusciti a evitare la prima sconfitta stagionale e soprattutto una deludente involuzione: motivata dal loro allenatore con un po’ di stress (“Dobbiamo imparare a gestire mentalmente gli impegni ravvicinati”) e soprattutto con le imperfette condizioni del prato. “Non giochiamo mai a tre tocchi, sono sicuro che in casa nostra sarebbe stata tutta un’altra storia…”. Può darsi. Anzi, di più: è molto probabile. Ma il sospetto che non dipenda solo da qualche cattivo rimbalzo del pallone è altrettanto legittimo e fondato. Alla squadra sono infatti mancate pure la lucidità, la brillantezza e l’aggressività che sono invece la gustosa regola, quando Hamsik e compagni si esibiscono nel fortino inespugnabile di Fuorigrotta: dove vantano una striscia aperta di 9 successi di fila in campionato. Con la amara aggravante, oltretutto, che non si è trattato di una metamorfosi estemporanea.

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Il Napoli di Sarri aveva due volti anche nella scorsa stagione, conclusa con il record di punti al San Paolo e 6 sconfitte in trasferta: dove la musica non accenna a diventare meno stonata. Prima della sconfitta contro l’Atalanta c’erano stati infatti gli insoddisfacenti pareggi di Pescara (2-2) e sul campo del Genoa (0-0), con in mezzo l’unica vittoria esterna conquistata a Palermo. Ma stavolta non ci sono nemmeno gli errori arbitrali a cui aggrapparsi. Gli azzurri hanno fatto in blocco un passo indietro, mostrando di non aver ancora compiuto il sospirato e definitivo salto di qualità: indispensabile per completare il loro percorso di crescita. I deludenti risultati in trasferta sembrano un segnale di immaturità, al di là degli errori specifici commessi a Bergamo in campo e in panchina. Il gol regalato a Petagna e le occasioni fallite in attacco chiamano in causa i giocatori; il mancato turn over e le sostituzioni sbagliate sono invece imputabili alla panchina. Non la prenderà bene il presidente De Laurentiis, che rientra oggi in Italia dalla sua lunga tournée in Cina. Anche lui, come i tifosi, è rimasto sconcertato dall’ennesima metamorfosi. Fuori casa la sua squadra non riesce a diventare grande.

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Fonte: Repubblica

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