Juventus, in campionato è già fuga. Per la Champions tornano cinque big

TORINO – La ventesima vittoria interna consecutiva della Signora certifica la prima vera fuga della Serie A, l’unico grande torneo d’Europa già così fortemente indirizzato. Nonostante qualche sbandata di troppo e una prova non certo scintillante, i bianconeri superano infatti in rimonta l’Udinese (2-1) e sfruttano lo scontro diretto al San Paolo tra aspiranti anti-Juve per volare dopo appena otto giornate a +5 sulla Roma e a +7 sul Napoli. Una distanza-record, nell’ultimo lustro di dominio bianconero. Siamo soltanto a metà ottobre, ma l’interesse per lo scudetto sembra già agonizzante. Siccome i pentacampioni d’Italia corrono soprattutto contro loro stessi, bisogna anche sottolineare i 12 punti in più dell’anno scorso, a questa altezza di calendario, con la strada verso il sesto leggendario titolo consecutivo in discesa, se non addirittura in picchiata. “Riprendere dopo le soste è complicato: abbiamo sofferto e vinto di squadra! Il nostro cammino prosegue in Champions, restiamo concentrati!”, twitta Massimiliano Allegri, alternando al solito carota e bastone.

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Già, l’Europa è dietro l’angolo. Martedì, in casa dell’Olympique Lione, la Juve dovrà fare quasi sicuramente ancora a meno di Chiellini, ma ritroverà nell’undici titolare cinque fuoriclasse del calibro di Bonucci, Pjanic, Khedira, Dani Alves e Higuain. E soprattutto riavrà quel nuovo leader che risponde al nome di Dybala. La quarta doppietta dell’argentino nel 2016 (22 gol in 41 partite in bianconero) ha regalato una di quelle vittorie che Allegri ama definire “sporche”.

La partita non si era messa bene ancora prima che cominciasse, con le rinunce last minute di Chiellini (problema muscolare) e Pjanic (stomaco ko). Due malesseri che hanno portato Allegri a partorire un 4-4-2 praticamente inedito, imbottito di esterni (4 dei 5 in organico in campo già dal primo minuto), con Lichtsteiner a spasso tra trincea e corsia, Alex Sandro a metà strada tra il ruolo di interno e quello di ala, Hernanes spaesato come non lo si vedeva da un po’, Mandzukic etereo, quasi invisibile. E un Buffon di nuovo molto poco super, tranne nei minuti finali: Allegri ci taccerà di “blasfemia”, ma tocca mettere a bilancio la seconda papera del portiere in dieci, giorni dopo quella contro la Spagna.

Il disordine poco organizzato del primo tempo è stato incanalato nella ripresa in un altrettanto inedito 3-4-2-1, che ha ridato logica alla manovra bianconera, anche se per spegnere i bollori dei friulani di Delneri sono serviti un rigore tanto sacrosanto quanto ingenuo e una punizione. Ventesimo successo consecutivo nel fortino dello Stadium, si diceva, con una media di 2,3 reti realizzate e di appena 0,3 subite. Il primato di 25 vittorie casalinghe filate è della stessa Juve, ottenuto tra il 2013-14 e il 2014-15 dal “tandem” Conte&Allegri. Ma a Lione servirà qualcosa in più, e in questo senso il rientro di cinque undicesimi della formazione titolare non può che essere un’ottima notizia.  juventus

serie A
Protagonisti:
massimiliano allegri

Fonte: Repubblica

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