Salvatore Caiazza e Pasquale Palma a “Fuori Gara – Campania Radio Sport”

Ecco la sintesi degli interventi di oggi a FUORI GARA su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 16.00, condotta da Michele Sibilla e Fabio Tarantino.

 SALVATORE CAIAZZA, giornalista de Il Roma: “Nei momenti di difficoltà devono venire fuori i leader e Pepe Reina, giustamente, ha detto cose interessanti. Personalmente, però, avrei dato spazio a Manolo Gabbiadini per dargli non solo responsabilità, ma anche fiducia in un momento molto delicato per l’attaccante. Sinceramente ho visto un gruppo molto tranquillo e concentrato sul Besiktas. Ripeto sempre la stessa cosa, non sarebbe male se, in questi frangenti, ci fosse un po’ più di equilibrio e Reina ha ragione da vendere quando dice che erano esagerate le lodi dopo la gara con il Benfica così come sono esagerate le critiche dopo le sconfitte di Bergamo e con la Roma. Il Napoli, purtroppo, come struttura di squadra e come modo di pensare calcio, non può mai abbassare la tensione, nemmeno per un attimo. Io comunque ho fiducia in Sarri che sa bene cosa fa e cosa deve fare. Jorginho? Credo che stasera tocchi ancora a lui, ma se in corso d’opera dovesse accusare qualche battuta a vuoto, abbiamo visto che Hamsik può tranquillamente giocare al suo posto. Non mi aspetto il Besiktas come il Benfica, quindi sarà una partita tatticamente più difficile rispetto a quella con i portoghesi. Mi dispiace per lo stadio che, ancora una volta non sarà pieno. Le dichiarazioni di Inler rendono giustizia al giocatore e, soprattutto all’uomo, altro che Higuain”.

PASQUALE PALMA, il “Vivo D’Angelo” di Made in Sud: “Sabato c’è stata questa batosta con la Roma, ma prima di questa partita, diciamo la verità, ci siamo divertiti abbastanza, quindi, potrebbe essere solo un momento e siccome sono molto positivo ed ottimista, sono molto fiducioso per la Champions e la partita con il Besiktas. Gabbiadini sta sempre triste, ma perché? Credo che sarebbe molto meglio se sorridesse un po’ di più. Io sono un po’ pigro e quindi sono un tifoso più da casa che da stadio. Ammiro molto Nino D’Angelo e gliel’ho confessato di persona, devo dire che il mio personaggio lo diverte tantissimo. Ho imparato tantissimo da Alessandro Siani ed è stato un piacere lavorare con lui che, tra l’altro, smentendo il vecchio adagio “nemo propheta in patria”, è riuscito ad avere successo a casa sua”.

 

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