Lazio, Parolo promuove Inzaghi: “Possiamo aprire un ciclo”

Lazio, Parolo promuove Inzaghi: "Possiamo aprire un ciclo"Marco Parolo, 31 anni (agf) ROMA – La firma di Marco Parolo sul rinnovo di contratto prolungato fino al 2020 sa tanto di “legame a vita” con la Lazio. Il centrocampista arrivato due anni fa dal Parma è diventato in breve tempo una colonna del club biancoceleste, una sorta di “senatore con rito abbreviato” che si  è conquistato i gradi come ha sempre fatto in tutta la sua carriera, con la corsa e il sudore: “Non lo so se questa firma significhi che chiuderò qua, semplicemente perché non so ancora quando smetterò di giocare e finché potrò correre lo farò volentieri. Sono però contento di quello che è stato fatto, senza ansia o stress. Abbiamo trovato subito l’accordo, sono contento, ringrazio società e presidente. In questi anni mi hanno permesso di andare all’Europeo, vivere belle esperienze e fare campionati importanti. Ormai sono un giocatore maturo e spero di aiutare i più giovani e la società a raggiungere traguardi importanti. Quando vengo al campo mi sento il più giovane dentro. Alcune volte mi devo anche trattenere, vorrei entrare in campo e tirare subito come da ragazzo, ma ora è meglio fare un po’ di stretching perché sennò rischio di stirarmi”.

“NON SIAMO ANCORA AL 100%” – Un buon inizio sarebbe festeggiare il rinnovo con una vittoria sul Torino domenica: “Sì, penso sia il momento della verità. La partita più importante che andiamo ad affrontare in questo periodo, una tappa fondamentale perché dimostrerà il nostro valore e la nostra identità di gioco, quella che stiamo trovando nelle ultime partite. Importante è andare a Torino per fare la prestazione, consapevoli di potersela giocare e avere una propria identità. La loro è una squadra aggressiva che attaccherà dal primo minuto. Dobbiamo essere bravi a ribattere subito colpo su colpo ed essere vivi. Solo così possiamo uscire indenni, è una gran prova di maturità. Sono curioso anche io di vedere come risponde questa Lazio”. Una squadra che probabilmente non ha ancora espresso la sua versione migliore: “Non abbiamo ancora raggiunto il 100% del nostro potenziale. Anche domenica abbiamo fatto un’ottima partita, cercando sempre la via del gol attraverso il gioco. Se fosse entrata dieci minuti prima probabilmente la avremmo anche ribaltata. Sono contento perché all’interno della rosa c’è grande disponibilità da parte di tutti”. Lui in primis ha accettato di sacrificarsi in un ruolo non suo: “Una posizione nuova, che faccio volentieri. Non sarò mai Biglia ma sono Parolo. Perderò qualcosa rispetto a Lucas ma magari guadagnerò in altro. Non vedo l’ora che torni Lucas perché è un valore aggiunto per noi. Lui non vorrebbe saltare nemmeno un minuto di allenamento, è contento di come sta andando il recupero. Vuole tornare prima possibile, spetterà a lui e ai medici scegliere il momento migliore per evitare ricadute”.

“POSSIAMO APRIRE UN CICLO” – Il centrocampista della Nazionale spende belle parole anche per Simone Inzaghi: “Per me è stata una sorpresa, sta facendo molto bene. Lo avevo conosciuto solo nelle ultime sette partite della scorsa stagione, ero curioso di vederlo da inizio campionato e con gli aspetti che capitano in questa fase. Devo dire che li ha affrontati tutti nel migliore dei modi. È una persona vera, che si fa capire e ti dice quello che sente. Non c’è falsità nelle sue parole, se abbiamo pareggiato al 96′ è perché ci sta trasmettendo questa voglia di crederci fino alla fine. Ora abbiamo 3 partite che ci diranno tanto sul futuro. Tre test che ci faranno capire cosa stiamo diventando. Dobbiamo essere bravi ad analizzare le prestazioni che facciamo e capire se stiamo andando nella direzione giusta”. Un’analisi che a livello personale lui ha già fatto: “Io nella mia testa mi sono fatto un progetto per i prossimi anni, ma c’è da lavorare e mettere delle basi. Io spero si possa avviare un ciclo, ci sono stati troppi alti e bassi negli ultimi anni nel mondo Lazio. Nei due in cui ci sono stato ho capito cosa serve per far bene e cosa non serve per far male come l’anno scorso. Dobbiamo essere consapevoli degli errori fatti per evitarli”.

“DEVO FARE ALMENO 5-6 GOL” – Ora non resta che aspettare anche qualche suo gol, visto che in questa stagione è ancora a secco: “Mi sono fatto anche io questa domanda, qualche occasione me la sono mangiata a inizio campionato, un paio di gol avrei potuto farli, quindi vuol dire che in area ci arrivo. Se gioco da mezzala ci sono di più e a volte magari fai movimenti che liberano altri giocatori al tiro, come è successo con Keita in occasione del suo gol contro il Pescara. Bisogna aiutare la squadra in tutti gli aspetti. In certe circostanze per caratteristiche dei giocatori può essere che mi debba sacrificare di più, ma sono sempre convinto di dover fare almeno 5-6 gol e quindi sono in ritardo”. Infine, un consiglio ai giovani (come Keita) che ancora non hanno rinnovato: “Gli consiglio di dare il massimo, parlare chiaro e aspettare le risposte della società. Un confronto aperto e chiaro con il club come ho fatto io e come hanno fatto gli altri. Ognuno è artefice del proprio destino e avrà piani e progetti futuri per se stesso. Io penso che qua si sta bene, le 50mila persone viste a Lazio-Empoli due anni fa sono qualcosa di indescrivibile, ho ancora il video nel cellulare e mi fa venire la pelle d’oca ogni volta che lo rivedo. Abbiamo giovani forti e spero credano in questo progetto. Ma solo i risultati possono aiutare a convincerli a far parte veramente di esso”.

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Fonte: Repubblica

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