TORINO – “Importante, sì, ma non ancora decisiva”. Massimiliano Allegri toglie pressione a Juve-Napoli, big match di domani allo Stadium, ricordando che un anno esatto fa la sua squadra languiva al dodicesimo posto (“lo scudetto si vince a marzo”) e dando quasi la precedenza all’impegno di mercoledì contro l’Olympique Lione (“gli ottavi di Champions sono il primo obiettivo stagionale”). Per la sfida “da Libro Cuore” tra Higuain e il suo recente passato, il tecnico bianconero disegnerà un 3-5-2 con la BBC davanti a Buffon, Lichtsteiner (in vantaggio su Cuadrado) a destra e Alex Sandro a sinistra, uno tra Hernanes (favorito) e Marchisio davanti alla difesa, con Khedira e Pjanic interni e in attacco la coppia pesante formata da Mandzukic e dal “core ‘ngrato” Higuain.
Massimiliano Allegri, è troppo presto perché Juve-Napoli possa essere decisiva in ottica scudetto?
“La partita di domani non è decisiva, siamo soltanto all’undicesima giornata. Gli scontri diretti saranno decisivi soltanto nel girone di ritorno. Un anno fa esatto perdevamo a Sassuolo ed eravamo dodicesimi in classifica. La storia insegna che i campionati si vincono a marzo. Domani ci attende una partita importante, ma lo sarà ancora di più quella di mercoledì contro il Lione, quando dovremo chiudere la qualificazione agli ottavi di Champions”.
Come ha visto Higuain in questi giorni?
Ieri non l’ho visto, perché chi aveva giocato con la Samp ha fatto un lavoro differenziato. Se ci sarà bisogno di un colloquio privato? Per lui arriva una partita da Libro Cuore. In questi casi, l’allenatore ha due scelte: non farlo giocare, e ci potrebbe anche stare, oppure schierarlo senza dire niente di speciale al giocatore”.
Da ex calciatore del Napoli, lei come definirebbe un giocatore che lascia il club partenopeo per andare alla Juventus?
“Napoli è una città meravigliosa, ma la mia esperienza calcistica non è stata un granché: arrivai a ottobre e a gennaio eravamo già retrocessi. Era la fine dell’era Ferlaino. Higuain ha fatto una scelta, lui è un professionista. Le cose nella vita hanno un inizio e una fine. I napoletani devono essere riconoscenti con lui, come lui deve esserlo con i napoletani per l’affetto che gli hanno dato. Gonzalo comunque è molto legato alla città di Napoli”.
Il Pipita ritroverà quel gol che non segna da quattro partite?
“Higuain ha numeri importanti, e in questa stagione ha già fatto sette reti. Può capitare di non segnare per qualche partita. Lui è comunque sereno, e io sono molto contento di quello che sta facendo in tutte le fasi di gioco. I compagni devono conoscerlo meglio, Gonzalo è bravissimo a fare il primo movimento chiamando il pallone. L’importante non è che Higuain segni tutte le domeniche, ma che a fine anno la Juve vinca lo scudetto. Un primo obiettivo della stagione però si può raggiungere mercoledì, conquistando gli ottavi di Champions. Poi penseremo alla Supercoppa di Doha. Di campionato si riparlerà soltanto a marzo”.
Due ko a San Siro e un pari con il Siviglia: la Juve fa fatica contro le grandi?
“A volte gli scudetti si vincono grazie agli scontri diretti, altre volte contro le piccole. L’importante è arrivare in testa alla classifica. Il Siviglia credo che sia secondo nella Liga e contro di loro ricordo comunque sette palle gol, una traversa e un mezzo rigore.. E quelle contro le milanesi sono state partite anomale. Il calcio si giudica tramite i risultati: si dice sempre che per vedere lo spettacolo si debba andare al circo, poi però si criticano giustamente gli eventuali errori dell’allenatore”.
Dopo dieci giornate quante squadre vede in zona scudetto?
“La classifica comincia a delinearsi dalla nona partita in poi, ma tra qualche domenica sarà ancora più chiara. Il Milan a -5 può ambire ai primi tre posti. Le prime quattro squadre, al momento, hanno un po’ di vantaggio su chi insegue”.
Quali sono le tre caratteristiche principali del Napoli?
“Intanto faccio i complimenti a Sarri per l’ottimo lavoro svolto: il Napoli è una delle squadre che gioca meglio, è in lotta per lo scudetto, ha velocità e tecnica. Ricordo che quando affrontai la sua Sangiovannese non mi fece mai tirare in porta! Il Napoli senza centravanti non dà punti di riferimento e sta facendo ottimi risultati. Attenzione a Mertens ma anche a Callejon, che ha riconquistato la sua Nazionale”.
Dopo i 72 minuti contro la Sampdoria, Marchisio è in grado di giocare di nuovo dall’inizio?
“Claudio non ha problemi al ginocchio, ma a livello muscolare dopo appena 72 ore potrebbe correre dei rischi. Dovrò stare molto attento. Gli chiederò come sta, poi valuterò se farlo giocare oppure tenerlo per mercoledì. Centrocampo a due? No, in questo momento preferisco avere tre interpreti”.
Toccherà ancora a Cuadrado, oppure a destra si rivedrà Lichtsteiner?
“Juan a volte preferisco averlo dall’inizio, ma lui, con due sole alternative in attacco, Mandzukic e Higuain, può servirmi anche come punta aggiuntiva. Stephan due settimane fa ha fatto una bella partita, vedremo, ci sono possibilità che giochi, si sta allenando bene, è un serio professionista. Quanto a Evra, ha preso un colpo con successivo indurimento del polpaccio, e oggi valuteremo se è a disposizione. Stiamo cambiando spesso formazione mantenendo gli stessi risultati: ecco, questa deve essere la nostra forza.
Fonte: Repubblica