Conti, oro Atalanta. Juventus e Inter osservano

Andrea Conti, terzino dell’Atalanta

Se nel quartiere della Bonacina, a Lecco, dove Andrea Conti è nato (prima di crescere in Valtellina), qualcuno da piccolo gli avesse predetto una settimana così, lui – bambino con i capelli biondi ed il pallone sempre tra i piedi – forse un po’ ci avrebbe pure creduto. Perché ad Andrea, che da piccolo si divertiva come tutti a giocare ovunque, in campo o contro un muretto, non è mai mancata la tenacia, nonostante un fisico esile e un volto che ha sempre dimostrato meno della sua età. Glielo ripetevano quasi tutti nel settore giovanile dell’Atalanta, dove è cresciuto fino ai 19 anni. Adesso di anni Conti ne ha 22, classe 1994: per i regolamenti UEFA può ancora giocare in Under 21 e qui, ieri sera, ha aggiunto la ciliegina su una settimana da urlo. Un finale dolce, sciupato soltanto un po’ dalla sconfitta dell’Italia di Di Biagio contro l’Inghilterra. Ma Andrea il suo ricordo se lo custodisce, gol in azzurro quattro giorni dopo il gol che chiude la gara con il Sassuolo e lancia l’Atalanta al quarto posto in Serie A, a pari merito con la Roma.

Le origini: gli inizi all’Atalanta, i prestiti in Lega Pro e Serie B e il ritorno a Bergamo
I primi calci sono rigorosamente dietro casa, come tutti. Poi Andrea Conti ha iniziato a fare le cose sul serio. Le prime partire vere con le giovanili nel Calcio Lecco, ma quel biondino sulla fascia di talento ne ha troppo per restare invisibile in una zona dove gli osservatori dell’Atalanta guardano tutto. E infatti la chiamata arriva, eccome. Via dentro le giovanili nerazzurre, “tutta la trafila” come si dice di solito. Fino alla Primavera, perché a 19 anni Andrea ha fatto vedere cose interessanti sì, ma “ancora deve crescere”. E allora prima in prestito al Perugia in Lega Pro (16 presenze, zero gol) e poi al Lanciano in B. Piano piano Conti diventa grande, le presenze diventano 24 gol e i gol… beh, quelli ancora nulla. Ma “tanto fai il terzino”, dicevano. Come a dire, “non preoccuparti che il gol non è il tuo mestiere”. Vero, niente da aggiungere. Ma Conti, che all’Atalanta ha imparato come ci si difende e ci si organizza, è attratto anche dalla fase offensiva. Spinge e arretra, sale e scende su quella fascia. E al ritorno dal prestito al Lanciano all’Atalanta si accende la lampadina: blindarlo fino al 2019 con un nuovo contratto e aggregarlo (finalmente) alla prima squadra. Volontà di Reja. Ritiro, precampionato, esordio in A il 6 gennaio 2016 a Udine e… primo gol che arriva presto, il 3 febbraio nella sconfitta per 2-1 a Verona contro l’Hellas. Conti, che di gol in due anni da professionisti non ne aveva segnati, ci prende gusto: il 21 febbraio raddoppia, gol alla Fiorentina. E’ nata una stella.

L’era Gasperini e la Nazionale
Adesso da quella fascia non lo vogliono più, con Gasperini la musica non è cambiata. Anzi, sembra essere tornati a quei cortili in Valtellina quando Conti con la testa arrivava prima degli altri con il fisico. Gol al Sassuolo nel 3-0 che lancia l’Atalanta, gol in Under 21 nella sconfitta azzurra in Inghilterra. Club o Nazionale la musica non cambia, la settimana di Conti rimane una favola. Anche perché pure Ventura, nella conferenza stampa di inizio raduno, lo nomina: “Verrà con noi dopo la Germania”, nomination niente male. Lo stage è alle porte, ma non solo. Anche il mercato chiama, perché la Juventus lo ha visionato con Paratici e l’Inter, con il direttore sportivo Piero Ausilio, avrebbe già avviato i primi contatti per portarlo all’Inter, con i nerazzurri che a gennaio vorrebbero italianizzare la rosa e cercherebbero un terzino pronto. Proprio come lui. Che piace anche al Napoli, anche se il fatto che il suo agente, Mario Giuffredi, sia lo stesso di Hysaj fa sì che la strada verso Sarri non sia delle più percorribili. Ma il mercato è lontano, il presente si chiama Atalanta. Nera e… azzurra, come la settimana da favola di Andrea Conti.

Fonte: SkySport

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