Juventus, Allegri: ”Mercato? Non ho chiesto nulla. Evra sta riflettendo”

TORINO – Da un record all’altro. Dopo la striscia delle 26 vittorie interne consecutive, la Juve punta a un altro primato in Coppa Italia: nessuna squadra ne ha mai alzate tre di fila. “Vogliamo vincere non tanto per il record, quanto perché noi dobbiamo sempre giocare per arrivare fino in fondo”, ordina Massimiliano Allegri. L’Atalanta non sbanca Torino dal 1989-90 con Caniggia e nelle ultime 20 trasferte di campionato in casa bianconera ha raccolto appena 3 punti, frutto di altrettanti pareggi. Il turnover juventino dovrà fare i conti con una certa emergenza, soprattutto sulle corsie. Possibile il varo di un 4-3-3 con Barzagli e Rugani davanti a Neto (Chiellini è squalificato), sulle fasce Lichtsteiner e Asamoah, in regia Hernanes scortato da Rincon e uno tra Pjanic e Marchisio, destinati a fare staffetta, e in attacco un tridente formato da Cuadrado, Mandzukic e Dybala, con Pjaca di scorta, pronto ad addentare uno spezzone di partita dopo più di tre mesi di assenza.

Massimiliano Allegri, come si spiega la grande stagione dell’Atalanta, avversaria di domani allo Stadium?
“C’è il forte merito della società, che ha una struttura molto importante, e quello di Gasperini, uno assai bravo a far crescere i giovani e le squadre. Con un club solido tutto viene più facile, complimenti comunque all’Atalanta. Non sarà semplice affrontare una squadra che sta bene, lo ha dimostrato anche con le seconde linee, sempre in Coppa Italia, contro il Pescara. Bisogna evitare i supplementari, perché domenica ci attende un’altra partita difficile a Firenze. Cerchiamo di risparmiare energie”.

Quanto turnover farà contro i bergamaschi di Gasperini?
“Deciderò dopo l’allenamento, ma sceglierò comunque la migliore formazione, senza grandi rotazioni. Dietro siamo contati: Chiellini è squalificato e oggi vedremo se Bonucci potrà venire in panchina. A centrocampo qualcuno riposerà e davanti dovrò valutare, perché Dybala ha bisogno di giocare. Pjaca è fuori uso da tanto tempo ma farà sicuramente uno spezzone”.

In prospettiva, Pjaca potrebbe spingerla a ragionare su un cambio di modulo, il 4-2-3-1, e quindi a fare acquisti ad hoc?
“Un passo alla volta. Marko può giocare da esterno ma anche tra i due trequartisti dietro alla punta. Pjaca è un giocatore forte, con potenzialità straordinarie, arrivato da un Europeo con la Croazia e dalle qualificazioni Champions con la Dinamo Zagabria. In allenamento vedo un giocatore ritrovato, un ottimo acquisto per gennaio. Non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, ma ci darà una grossa mano”.

La partita di domani sarà l’occasione per rivedere Cuadrado dall’inizio in un 4-3-3?
“Possiamo giocare con Cuadrado nei tre davanti oppure con il trequartista. La partita sarà lunga. Anche Rincon potrebbe giocare dall’inizio, perché Sturaro questa mattina era mezzo influenzato”.

Domenica Higuain era arrabbiato per il cambio con Mandzukic, che ha giocato molto poco. Chi dei due è più difficile lasciare fuori?
“Gonzalo non era arrabbiato, è normale che i giocatori vogliano restare in campo e quelli fuori vogliano entrare. Io più di undici non posso schierarne, quindi è bene che tutti si mettano l’animo in pace. Mario è entrato subito in partita, mostrando un’ottima condizione fisica e mentale. Se gioca l’uno o l’altro cambia poco, entrambi possono garantire un valore importante”.

Evra verrà nuovamente escluso dai convocati?
“La situazione è la stessa di due giorni fa. Ho parlato con Patrice, che è stato molto chiaro con me e il club. Cosa ci ha detto? Ha chiesto del tempo per decidere se andare via o rimanere. E’ giusto che possa riflettere sul suo futuro”.

Con Alex Sandro ancora out, si prospetta un tour de force per Asamoah?
“Asa domenica ha disputato una buona partita e domani dovrebbe giocare di nuovo, così come Lichtsteiner sull’altra corsia. Oggi Dani Alves farà dei controlli per stabilire quando riprenderà ad allenarsi e quali saranno i tempi per tornare in squadra. Giovedì, intanto, rientrerà in gruppo Alex Sandro. E da domenica a Firenze riavremo anche Bonucci”.

Dal mercato non mi aspetto niente”, ha detto domenica. Ma aveva chiesto qualcosa?
“No, non avevo chiesto nulla e non mi aspetto niente. Se non arrivano giocatori in grado di migliorare il tasso tecnico, è meglio confermare quelli che abbiamo, che sono molto bravi. Fare numero è inutile. Meglio semmai portare in prima squadra due ragazzi della Primavera”.

Le piace la formula della Coppa Italia e il fatto di giocarla in queste dure situazioni meteorologiche?
“La formula è un po’ strana, perché con quattro partite si può arrivare in finale. Però è anche vero che non ci sono altri tempi e spazi per giocarla, a meno che il campionato non torni a 18 squadre. Questa è la formula e con questa andiamo avanti”.

A proposito di formule, cosa pensa del Mondiale 2026 allargato a 48 squadre?
“Ci adatteremo, vedremo come verrà strutturato. Da allenatore dico che 48 squadre sono tante, ma se fossi il Ct della Nazionale forse direi altre cose. Il calcio sta cambiando, si è globalizzato, va verso lo show business. Si cercano formule nuove per aumentare gli introiti”.

Spalletti allenerebbe la Juve. E il livornese ed ex Milan Allegri si vedrebbe sulla panchina dell’Inter oppure del Pisa?
“Io a Pisa ci ho pure giocato, ma certe cose fanno parte di un altro calcio, di un altro tempo. L’importante è lavorare con serietà e rispetto verso i tifosi, la società e i giornalisti. Poi si può andare a lavorare da una parte o dall’altra. Ora comunque sono alla Juve e ci sto bene. Vedremo cosa succederà”.

Ha ricevuto anche lei una chiamata dall’oriente come il suo collega Mihajlovic?
“Non parliamo della Cina, lasciamo perdere…”.

Fonte: Repubblica

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