Lazio-Atalanta 2-1, Immobile decide la sfida tra le sorprese

ROMA – La sfida tra le due sorprese del campionato, nel solito Olimpico vuoto (circa 12mila spettatori), la vince la Lazio. Meritatamente, togliendo complessivamente sei punti all’Atalanta dopo il successo dell’andata. E ancora, come domenica scorsa contro il Crotone, grazie a un gol di Ciro Immobile, stavolta su rigore. La rete numero 11 del centravanti laziale completa una rimonta da applausi, perché era stata l’Atalanta a passare in vantaggio, al 21′: Freuler strappa la palla a Radu sulla fascia, vola verso l’area e serve il solissimo Petagna che si gira e di destro, non il piede preferito, firma il suo quarto gol in campionato. Il centravanti bergamasco non segnava dal 2 ottobre, contro il Napoli. Gravi nell’occasione le colpe della difesa laziale: Radu che si fa soffiare il pallone, de Vrij che perde equilibrio e tempo dell’intervento, soprattutto Bastos che segue Gomez e non scala su Petagna, libero di battere a rete.

D’altronde la Lazio disegnata da Inzaghi appare un po’ strana, con questo 3-4-2-1 che costringe Felipe Anderson a coprire tutta la fascia, che poi è quella dove imperversa il Papu Gomez, quasi mai fermato dal rientrante Bastos. Non a caso, la squadra biancoceleste giocherà meglio dal 10′ st, quando uscirà Luis Alberto per Patric e il modulo tornerà il più normale 4-3-3, con Anderson e Lulic sulle ali e Immobile centravanti.

La fortuna/bravura della Lazio – la chiave della gara – è stata trovare il pareggio proprio al 45′ del primo tempo con il migliore in campo Sergej Milikovic: strepitoso il terzo tempo con stacco imperioso a bruciare il marcatore Zukanovic e il portiere Berisha, su cross di Lulic. Dei 4 gol del giovane jolly serbo, 3 sono arrivati di testa, la sua indiscussa specialità. È decisivo anche nella ripresa, Milinkovic, perché dopo una gran parata di Marchetti su Gomez, al 22′ un suo lancio mette in azione Immobile: il centravanti tocca il pallone un istante prima che Berisha, tra l’altro un ex (è ancora di proprietà della Lazio), gli rovini addosso. Rigore inevitabile: stavolta Biglia lo lascia a Immobile che non sbaglia. A quel punto Gasperini – si sente terribilmente la mancanza della coppia di centrocampo Kessie-Gagliardini, uno in Coppa d’Africa e l’altro ceduto all’Inter – fa entrare prima Paloschi e poi D’Alessandro, ma è la Lazio a sfiorare due volte il 3-1 con Biglia e soprattutto con Milinkovic, che dopo un’azione corale strepitosa divora un’occasione facile facile, solo a due passi da Berisha (da urlo l’assist di tacco di Immobile).

Confusi gli attacchi finali dei bergamaschi, ora scivolati a 5 punti dalla Lazio. Nell’occasione, meglio le squadre dei rispettivi allenatori: entrambi nervosissimi, si fanno espellere per proteste da Pairetto, arbitro che peraltro ha sbagliato diverse scelte (non quella decisiva del rigore, però). Ma alla fine Simone Inzaghi festeggia lo stesso, eccome: con questa vittoria, diventa l’allenatore della storia laziale con la migliore media punti (1,925) superando Eriksson, e anche il primo tra gli attuali tecnici della Serie A, sorpassando addirittura Allegri. Sono dati relativi, certo, visto che Inzaghi ha collezionato solo 27 panchine nella nostra massima serie, ma comunque significativi. Come la media di ben due punti a partita (40 in 20 gare) in questo campionato. Passo da Champions, che resta il sogno della sua Lazio. Nonostante i tifosi biancocelesti all’Olimpico ormai non vadano più.

LAZIO-ATALANTA 2-1 (1-1)
Lazio (3-4-2-1): Marchetti 7 – Bastos 5, de Vrij 5.5, Radu 6 – Felipe Anderson 6.5 (37′ st Wallace 6), Biglia 6.5, Parolo 6.5, Lulic 6.5 – Milinkovic 7, Luis Alberto 6 (10′ st Patric 6.5) – Immobile 7 (41’st  Djordjevic sv).
Atalanta (3-4-1-2): Berisha 4.5 – Masiello 5.5, Caldara 6, Zukanovic 5 (32′ st D’Alessandro 5) – Conti 5.5, Konko 6 (27′ pt Grassi 6), Freuler 6.5, Spinazzola 5.5 – Kurtic 5.5 (29′ st Paloschi 5.5) – Petagna 6.5, Gomez 6.5.
Arbitro: Pairetto 5.
Reti: 21′ pt Petagna, 45′ pt Milinkovic, 23′ st Immobile (rig.).
Note: ammoniti Immobile, Parolo, Conti, Lulic, Biglia, Milinkovic, Grassi; spettatori 12mila circa.

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Fonte: Repubblica

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