Fazio, un Comandante per la Roma

Federico Fazio, difensore della Roma (Getty)

In Inghilterra non giocava, era arrivato a Roma per fare la riserva: “Fazio? Ah, Federico”. E via con le battute: “Non è il socio della Littizzetto!”. Ora è titolare inamovibile. Segreti e curiosità del centrale argentino, così ha conquistato la Capitale (dove era già stato 10 anni fa…)

Lo chiamano il Comandante, oppure Generale: “Quando la palla mi sorpassa guardo indietro e vedo lui”. Sospiro di sollievo: “Sono più tranquillo”. Parola di Palmieri. Elogi, parole di stima. E un solo soggetto: Federico Fazio, rivelazione della Roma e oro di Spalletti: “Lo volevo già quando ero in Russia”. E visto che in Premier non giocava tanto vale prenderlo: “Ho chiesto io di farlo venire qui”. Quattro milioncini e via, si chiude: prestito oneroso con diritto di riscatto. Operazione alla Sabatini, oggi la Roma se lo gode. Fazio-show. Uno che era stato preso per fare la riserva: “Capirai, quando gioca? C’è Vermaelen…”. Già, Thomas. L’habituè dell’infermeria. “Gioca Fazio”. Da lì, l’argentino non è più uscito (24 presenze e un gol in tutte le competizioni).

“Non è il socio della Littizzetto!” – Pulito, ordinato, attento. “Fortissimo di testa!”. In difesa ha giocato più di tutti: 1566 minuti. Gerarchie cambiate, da rincalzo a titolare. E retroguardia blindata per la Roma (nelle ultime 6 gare ha subito soltanto 2 reti). Ora la lotta Scudetto si riapre, specie dopo la sconfitta della Juve contro la Fiorentina. Merito di Fazio e dell’insieme. Del gruppo. Anche di Spalletti, capace di lavorare attentamente sulla fase difensiva. Allenamenti specifici. Uniti verso lo Scudetto ora, vero Generale? “Non siamo inferiori a nessuno! Dobbiamo lottare, continuare così. Dipende da noi”. Parole da vero leader. E niente battute sul cognome eh, a Roma arrivano facili. “Fazio? Ah, Federico”. Spalletti chiarisce tutto: “E’ un giocatore di personalità e qualità, non il socio della Littizzetto!”. Poco spazio per facili umorismi o prese in giro. Anche perché il “Comandante” risponde sul campo: record di respinte stagionali in Serie A nella gara contro il Genoa (22). Come bere un bicchier d’acqua per uno come lui, perché nella stagione 2013/14 – quella dell’Europa League vinta col Siviglia – stabilì il primato della competizione (85). Muro, tant’è che “si ispira a Walter Samuel”. 

Curiosità: dall’amico Perotti al fratello calciatore – Troppi stop in Inghilterra: “Negli ultimi 6 mesi al Tottenham non ho avuto continuità, ma al Siviglia non sono mai stato così bene”. Già, il Nervion. La Spagna. Una seconda casa. Monchi lo prese per 800mila euro nel 2007 (e lui di plusvalenze se ne intende), vendendolo agli Spurs per circa 10. Affarone. Curiosità: a marzo del 2016 venne a Roma a trovare Perotti, suo grande amico fin dai tempi di Siviglia. I due, inoltre, erano già stati nella Capitale nel 2010. Niente barba, capelli spettinati, magliette di dubbio gusto: insomma, ragazzini. Un preludio di ciò che sarebbe stato. Ma col tempo sono rimasti amici, Perotti l’ha sempre difeso anche quando stava male: “Non gioca 5 partite di fila da 2 anni, psicologicamente è distrutto. Al limite!”. Poi la rinascita e l’arrivo a Roma, con l’ex Genoa entusiasta: “Fazio è il migliore centrale d’Europa. Lo vedo bene al Barcellona, è un grande. Basta vederlo allenarsi”. Intensità, impegno, chiavi di volta. Suo fratello Mariano, infine, gioca nel Ciampino in Serie D. Anche lui difensore: “Giochiamo a calcio in ogni momento, fin da quando eravamo piccoli. Con Federico parliamo tantissimo di calcio, è stato nostro padre a trasmetterci questa passione”. Coltivata nel tempo, dall’Argentina alla Spagna. Fino all’Olimpico con Perotti e Mariano. “Juntos”. Perché è vero che tutte le strade portano a Roma, ma è sempre meglio – per un attaccante – non trovare il Comandante Fazio sulla propria. 

Fonte: SkySport

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