PianetAzzurro questa settimana ha avuto il privilegio di intervistare in esclusiva un campione del Mondo, difensore tra le altre di Milan, Inter e Roma ed apprezzato ex dirigente. Persona disponibile ed affabile, è stato un vero piacere dialogare con lui e scoprire alcuni aspetti del personaggio Fulvio Collovati (Teor, Udine, 9 maggio 1957).
Ci spiega come si arrivò a vincere quel fantastico Mondiali in Spagna? Quale fu la componente decisiva di quell’impresa?
“Una serie di combinazioni: la serenità che riusciva a trasmetterci un allenatore come Bearzot, nonostante all’esterno eravamo molto criticati . Lui ci dava forza consapevole che quello era un gruppo formato da grandi giocatori”.
Quel Brasile che eliminaste al Mondiale dell’82 è stata effettivamente la squadra con maggiore talento di tutti i tempi?
“Non lo so, qualcuno sostiene che è il Brasile di Pelè quello più forte di tutti i tempi. Io so solo che in quel Brasile c’erano Zico, Falcao, Junior, Cerezo, Socrates, e tutti gli altri e se vedo il Brasile di oggi mi viene da ridere…”.
Qual è stato l’attaccante più forte che ha dovuto marcare? Alcuni si ricordano quel gol di Mark Hateley nel derby della Madunnina…
“Il gol di Hateley è una cosa, lui è stato più bravo di me in quell’occasione e il tifoso milanista chiaramente e giustamente si ricorda quel gol. Io mi ricordo che attaccanti più forti di lui che ho marcato erano Bettega, Pruzzo, Boninsegna, Giordano, Paolo Rossi, Virdis, Altobelli e se vuole posso continuare ancora…”
Milan, Inter, Udinese, Roma e Genoa le squadre dove lei ha giocato. A quale di queste è rimasto più legato?
“A tutte le squadre in cui ho giocato. Non è una banalità, ma quando sei un professionista ti leghi fortemente alla tua squadra di appartenenza, almeno è stato così per me. A me piace ricordare i tempi , 6 anni, del settore giovanile del Milan, altri tempi…”.
Cos’è che le piaceva di meno del calcio degli anni ‘80-‘90 e di più del calcio attuale?
“Il giudizio sommario di una certa stampa che aveva forza e potere, ora non è più così, il potere che avevano le società e non i giocatori. Ora tutto è cambiato e si sono capovolte le cose. Adesso è il calciatore che comanda ed è diventato una macchina commerciale, naturalmente se è bravo”.
Collovati che ha dimostrato grande competenza e qualità gestionale, come mai dopo l’esperienza a Piacenza non ha più diretto altre squadre?
“Ho provato, ma l’ambiente ora non fa per me, non mi sono mai piaciuti i compromessi che orami sono radicati nel calcio attuale. Faccio e dico quello che penso, nel calcio devi mediare ed essere a volte omertoso”.
Chi è tra i giocatori attuali il suo possibile erede? Io rivedo in Rugani alcune cose che mi ricordano Fulvio Collovati.
“Rugani e Romagnoli mi piacciono molto, ma rappresentano i difensori di oggi. Quelli di una volta erano diversi: io non dormivo alla notte, avevo da marcare ogni domenica un campione. Oggi hanno memo responsabilità”.
Che idea si è fatto del Napoli?
“Gioca il calcio migliore , ha un’ottimo allenatore, 7/8 giocatori tra gli undici di grande livello, ma questo non basta per vincere. La vittoria la devi avere dentro, l’abitudine a vincere non la costruisci dall’oggi al domani . La Juventus per esempio ce l’ha nel DNA”.
Con l’arrivo di Pavoletti, il Napoli per gennaio è a posto così o serve qualche altro acquisto?
“Secondo me è a posto così, anzi si profilano problemi di abbondanza in attacco, e questo ora è paradossale , chi sta fuori si lamenterà”.
Il Napoli nel wee-kend affronterà il Milan. Come giudica il campionato della sua ex squadra?
“Oltre le aspettative, ma ha ancora dei lati oscuri essendo una squadra giovane. Si difende bene, ma è più brava a ripartire in contropiede e il Napoli deve stare attento in questo”.
Più bravo Montella o Sarri?
“Gli allenatori sono bravi quando la squadra è complice .Mi piacciono molto tutti e due, ma è chiaro che Montella, essendo più giovane, ha il futuro nelle sue mani. Sarri mi spiace che sia stato apprezzato troppo tardi perché per certi versi è innovativo, ma le sue squadre hanno sempre giocato bene”.
I pronostici di Fulvio Collovati relativi al ventunesima di A.
“Milan-Napoli X, Juventus-Lazio 1, Palermo-Inter 2 e Roma-Cagliari 1”.
di Vincenzo Letizia
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