OBIETTIVO NAPOLI – La luce alla fine del tunnel

Mertens_DMF_9190 Napoli-Parma 18/12/2014 foto De MartinoDopo un calvario di cinque gare senza vittoria,che hanno di fatto mandato in fumo le speranze degli azzurri di agguantare il secondo posto, e dopo la dolorosissima uscita in semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, la convincente vittoria casalinga contro la Fiorentina di Montella ha permesso al Napoli di rivedere la luce in fondo ad un tunnel fatto di brutti risultati e tante polemiche.
Nelle ultime settimane la squadra di Benitez era parsa una nave alla deriva. L’allenatore spagnolo sembrava aver perso totalmente la bussola e non appariva in grado di trovare le soluzioni adeguate a raddrizzare una situazione sempre più allarmante. Da fine febbraio fino al successo contro i viola, il Napoli aveva dato l’impressione di una squadra troppo facile da arginare e sconfiggere. Le difficoltà sono emerse evidenti e costanti sia in fase difensiva sia in quella offensiva, dove le tante individualità parevano aver smarrito tutto d’un tratto le loro note qualità. Higuaìn pareva aver perso mordente nelle sue prestazioni, Callejòn sembrava aver dimenticato come farsi vivo in zona gol e Hamsik risultava sempre più lontano dalle preferenze di Benitez. L’unico elemento a tentare di mantenere viva la verve offensiva napoletana era Mertens, dai piedi del quale nascevano praticamente tutte le iniziative della squadra. Ma questo, a lungo andare, rendeva troppo prevedibili e monotone le azioni degli azzurri. Se a tutto ciò si somma l’apporto non sempre encomiabile di De Guzman, i problemi di personalità e in fase di impostazione a centrocampo, e le mai abbandonate incertezze difensive, si può avere un quadro abbastanza chiaro delle problematiche partenopee degli ultimi mesi.
Contro la Fiorentina, però, tutti questi problemi sembrano essere di colpo smarriti. Al cospetto dell’undici di Montella il Napoli sembra aver ritrovato all’improvviso tutte le proprie certezze. Non sappiamo se a favorire ciò sia stato utile il ritiro punitivo imposto dal presidente, o una forma non eccellente della Fiorentina, reduce pure da una brutta prestazione in Coppa contro la Juve, o se forse la buona prestazione sia stata propiziata dalla verve improvvisamente ritrovata da parte di tutte le individualità più importanti. Questo magari saranno le prossime partite a chiarircelo. Sta di fatto che un Napoli così bello e convincente non si vedeva da molto, molto, tempo! La gara dei partenopei è stata perfetta sotto tutti i punti di vista. Prima di tutto difensivamente. La retroguardia azzurra non ha infatti concesso praticamente nulla a Salah e compagni. A favorire il compito della difesa del Napoli c’è stato anche l’atteggiamento tattico scelto da Montella, che nel primo tempo ha mandato in campo i suoi praticamente senza attaccanti, puntando sulla superiorità numerica e, nelle intenzioni, tecnica in mezzo al campo. I piani dell’allenatore gigliato sono stati però mandati in fumo da un Napoli molto attento dietro e, soprattutto, aggressivo a centrocampo. Molte delle azioni degli azzurri sono infatti nati da recuperi palla in mezzo al campo, dove in particolare Gargano si è dimostrato preziosissimo. Il mediano uruguagio ha sradicato quantità industriali di palloni dai piedi dei compassati avversari in viola, il cui reiterato palleggio si è alla fine rivelato una strategia totalmente controproducente.
Come al solito, però, per fare concretamente la differenza sono state necessarie le giocate delle individualità offensive. Contro i viola i protagonisti dell’attacco azzurro sembrano essersi risvegliati contemporaneamente da un lungo letargo. La prima scossa alla gara l’ha data Mertens che però, come detto, era stato tra i pochi a salvarsi anche nel periodo buio dei suoi. Fanno più notizia quindi la prestazione determinata di Higuaìn, autore di un assist e di un gol meraviglioso non convalidato (anche di un errore sotto porta, ma per questa volta passi…), e quella molto buona di Callejòn, che nell’occasione è riuscito a trovare un assist importante e finalmente a ritornare all’appuntamento con il gol. Queste due giocate del numero sette azzurro ci consentono di parlare anche di altre due individualità: Hamsik e Insigne. Lo slovacco, su assist dell’esterno spagnolo, è riuscito a sua volta a ritrovare il gol, grande notizia per il morale suo e dell’intera squadra; mentre non è un caso che il gol di Callejòn sia arrivato su assist di Insigne. All’ex Real Madrid saranno mancate tantissimo le assistenze del folletto di Frattamaggiore, che con le sue palle morbide, dopo il suo caratteristico movimento a rientrare, ne ha più volte premiato i movimenti senza palla.
Questa vittoria, utile per il morale ancor più che per la classifica, potrà essere determinante per risollevare le sorti della squadra in vista del finale di campionato e, soprattutto, degli impegni in Europa League. Servirà però continuità perché, com’è ovvio, una rondine non fa primavera ed una pur bella vittoria non può cancellare da sola mesi di clamorose difficoltà.

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