Zeman festeggia le 1000 panchine: “Nessun rimpianto, Totti il migliore”

Zeman festeggia le 1000 panchine: "Nessun rimpianto, Totti il migliore"Zdenek Zeman  ROMA – Dopo Carlo Ancelotti, anche Zdenek Zeman è pronto a spegnere le mille candeline. Quella di Genova contro la Sampdoria, infatti, sarà la panchina numero mille per il tecnico del Pescara. Così, in una lunga intervista a Premium Sport, il boemo si guarda dietro e non cambierebbe nulla o quasi della sua carriera. “Mi sembra di aver iniziato ieri con le panchine tra i professionisti – racconta – e poi ne avrò fatte altre 500 tra dilettanti e settore giovanile. La prima fu a Licata, ma non ricordo il risultato. Lì avevo tutti i ragazzi della Primavera e siamo riusciti a vincere il campionato di C2. Poi ho continuato con il Foggia, ma anche a Messina mi sono trovato bene. Anche con Roma, Lazio e Napoli che sono tre grandi squadre e dove abbiamo giocato per traguardi importanti”. Se c’è un rimpianto, però, è quello di “essere andato all’estero troppo tardi. C’erano degli interessamenti dalla Spagna, ma all’epoca ero impegnato e non si è concretizzato niente”.

TOTTI IL NUMERO UNO – Quando gli viene chiesto invece del giocatore più importante che abbia allenato, “la risposta è facile, Totti. Anche se ne ho allenati tanti bravi, come Cafu e Aldair che sono stati Campioni del Mondo”. C’è, però, un giocatore che gli sarebbe piaciuto allenare. “Alla Roma avremmo potuto prendere Shevchenko e non l’abbiamo preso. Peccato perché era un giocatore che avrebbe potuto farci fare la differenza”.

IL CALCIO È CAMBIATO – Rispetto a quando ha iniziato, però, oggi “il calcio è sempre meno calcio e sempre più business. Tutte le società si orientano su dove poter fare soldi invece che pensare ai risultati”. E anche per questo individuare un possibile erede non è facile. “Vedo tanti ragazzi che fanno gli allenatori e cercano di seguirmi. Ma per me seguire senza capire è impossibile. Ogni allenatore deve avere la sua idea sul calcio e se va bene si va avanti. Chi gioca il miglior calcio in questo momento? Penso che il miglior calcio lo giochino le squadre spagnole. Alle squadre inglesi manca qualcosa a livello tattico anche se in Inghilterra i giocatori danno tutto per 90 minuti”.

MAI TROPPO VECCHIO PER ALLENARE – Alla soglia dei 70 anni Zeman si è rimesso in gioco a Pescara, ma non è detto che quella abruzzese sia l’ultima tappa della sua carriera. “Ora sono a Pescara e penso al Pescara, poi si vedrà. Poi dipende anche dai presidenti, tanti mi hanno scartato perché vecchio, ma io spero di fare ancora qualcosa di positivo. Meglio il Foggia dei Miracoli o il Pescara del 2011-2012? Tutte e due hanno fatto bene. Col Foggia abbiamo vinto il campionato al secondo anno, col Pescara al primo. Quel Pescara fece 90 gol e io spero sempre che le mie squadre giochino per fare gol, quel dato quindi mi diede molta soddisfazione”.

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Fonte: Repubblica

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