AMARCORD – Roma-Napoli spareggio capitale

La sfida di sabato è lo spareggio per eleggere la seconda forza del campionato. La Roma parte da un rassicurante vantaggio di cinque punti ma se il Napoli vincesse a Trigoria dormirebbero sonni meno tranquilli.
L’ultima edizione è stata anch’essa uno spareggio; 24 aprile 2016, quattro turni alla fine, Roma all’assalto del secondo posto del Napoli, ossia del diretto accesso alla Champion’s League. La trasferta capitolina era l’ultimo vero ostacolo e la Roma vinse 1-0 con un tiro dalla distanza di Nainggolan all’89°. Il successo portò a -2 i giallorossi (la classifica avulsa avrebbe premiato la Roma in base allo 0-0 del San Paolo), distacco che non mutò avendo sia Napoli che Roma vinte tutte le rimanenti tre partite.
Il 4 aprile 2015 vide il successo dei capitolini per 1-0: Pjanic al 25° per una vittoria che in casa mancava dal 30 novembre 2014. Quella sconfitta escluse il Napoli, che pure ebbe le sue occasioni, dalla corsa al secondo posto.
Nel 2013 la sfida cadde all’ottava giornata di un campionato iniziato dalla Roma di Garcia con dieci vittorie consecutive. Risultato 2-0, doppietta di Pjanic, ma anche allora il Napoli vendette cara la pelle. Il raddoppio scaturì da un rigore discutibile assegnato dopo un contrasto tra Paolo Cannavaro e Borriello; nel replay si vide l’attaccante tirare per la maglia il difensore ma Orsato decise per la massima punizione dopo aver espulso Cannavaro (somma di ammonizioni): Pjanic dal dischetto, 2-0.
Roma-Napoli, che nel 2012/13 chiuse il campionato, finì 2-1 per i giallorossi con tutte le reti nella ripresa: Marquinho, Destro e Cavani che così salutò Napoli ed il Napoli.
Il 28 aprile, 2012 pari e patta: 2-2. Occasioni da ambo le parti, padroni di casa avanti con Marquinho e raggiunti da Zuniga. Cavani riportò avanti gli azzurri prima del definitivo pari di Simplicio all’87°. Anche in questo caso il Napoli perse l’ultimo treno per la Champion’s League. Il Matador mise a segno la doppietta con cui gli azzurri sbancarono l’Olimpico il 13 febbraio 2011.
Scorrendo gli almanacchi, c’è la vittoria partenopea del 26 ottobre 1987, successo che diede agli azzurri di Maradona le credenziali per lo scudetto ma che vide la rottura dello storico gemellaggio tra le tifoserie. Nel Napoli esordì Romano, in attacco un Maradona in più. E proprio Diego al 2° minuto sfruttò alla perfezione un passaggio di Giordano e mise la palla in rete. Successo che mancava da dieci anni: maggio 1976 quando il Napoli targato Vinicio passò all’Olimpico con un rotondo 3-0 (Sperotto e doppietta di Savoldi). Nell’ottobre 1987 il Napoli rimasto in nove raggiunse stoicamente il pareggio con Francini (1-1).
Nell’88-89, il 31 dicembre, Voeller rovina all’87° il Capodanno ai napoletani (1-0) e, 1989-90, 1-1 al Flaminio con le squadre a segno su rigore (Comi e Maradona) dopo una vera e propria caccia all’uomo da ambo le parti. Finì 1-1 anche nel 1990-91, gol di Rizzardi e nel 1991-92 con pareggio di Zola.
Di nuovo vittoria il 12 settembre 1993 contro la Roma allenata da Mazzone;  Napoli due volte in vantaggio (Buso e Di Canio) e due volte raggiunto prima del definitivo 3-2 di Ferrara.
Quando si dice il caso: ottobre ’86 vittoria e scudetto, ottobre ’97 sconfitta e retrocessione. Fu un mortificante 6-2. Sul 5-0 Bellucci e Altomare su rigore resero meno umiliante la disfatta. Batosta che determinò l’esonero di Bortolo Mutti per Mazzone ma le cose non migliorarono. Un altro ottobre, un’altra sconfitta ed un altro esonero: 2009, al vantaggio di Lavezzi rispose Totti con una doppietta e De Laurentiis diede il benservito a Donadoni.
Poi il rocambolesco 4-4 della stagione 2007-08: diagonale di Lavezzi, poi Totti su rigore e Perrotta portarono la Roma in vantaggio all’intervallo. Primo della ripresa, destro al volo di Hamsik e di nuovo parità. Volemose bene? Manco per idea. Un tiro da fuori di De Rossi cui rispose Gargano poi una punizione di Pizarro sembrò dare il definitivo vantaggio alla Roma ma quattro minuti dopo Zalayeta schiacciò di testa una punizione di Hamsik per il definitivo 4-4.

Antonio Gagliardi

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