Lazio-Torino 3-1, magia di Keita e biancocelesti al quarto posto

ROMA – I comportamenti fuori dal campo non saranno sempre dei migliori, ma all’interno del rettangolo verde il talento è tutto lì, da vedere. La storia d’amore tra Keita Balde Diao e la Lazio appare prossima al capolinea, tra incomprensioni contrattuali e qualche bizza di troppo. A Simone Inzaghi importa poco, preso com’è a cercare di ricavare il meglio dal suo attaccante. Dopo una settimana burrascosa, l’esterno laziale parte dalla panchina, entra in campo sul risultato di 1-1 e tira fuori dal cilindro un destro a giro delizioso, che mette ko un Torino più presente a se stesso rispetto a tante altre trasferte ma ancora una volta sconfitto. La ciliegina sulla torta del ritrovato quarto posto laziale la mette Felipe Anderson, in una notte in cui il tridente solitamente titolare va a segno in tutte le sue componenti, stante il momentaneo vantaggio griffato Immobile. Mihajlovic sbraita a fine partita, presumibilmente per un corner non assegnato ai suoi sull’1-1 un minuto prima del gol spacca-gambe di Keita, ma può apprezzare un Toro ordinato e volitivo, con Lukic che sembra pronto per prendersi stabilmente la cabina di regia e un Maxi Lopez capace di duettare pregevolmente con un Belotti meno ispirato del solito ma sempre combattivo.

PRIMO TEMPO A RETI BIANCHE – Come preannunciato in conferenza stampa, Mihajlovic sceglie Iturbe dal primo minuto, in un 4-2-3-1 che ha in Baselli la soluzione tattica – almeno sulla carta – al primo possesso biancoceleste: l’ex atalantino ha il compito di schermare Biglia e non sempre gli riesce. Tutto secondo copione in casa Lazio, con Keita che si accomoda in panchina per dare spazio a Lulic da esterno alto di sinistra. Il primo squillo arriva a firma Immobile, bravissimo nel controllare di petto un lancio lungo di de Vrij: girata al volo da 20 metri, Hart è battuto ma la sfera termina a lato. I padroni di casa spingono prevalentemente sulla destra, Basta è tra i migliori in campo e i suoi duetti con Felipe Anderson mettono in crisi Barreca, che solo di rado può contare sui ripiegamenti di Ljajic. Sul fronte opposto la situazione non migliora: Iturbe, in un primo tempo nel quale sbaglia praticamente ogni pallone toccato, si fa apprezzare, per così dire, solo per una doppia folle entrata nel giro di 15 secondi. L’ex Hellas e Roma costringe Biglia a qualche minuto di barella e Radu alla sostituzione, con Mazzoleni che non estrae neanche un cartellino giallo. Inzaghi lancia dunque Lukaku, che nella linea arretrata a 4 conferma tutti i suoi limiti difensivi ma anche i suoi grandissimi mezzi fisici e tecnici in fase offensiva. Gli ospiti provano a pungere con Belotti, che non arriva puntuale sul cross di Iturbe su palla inattiva, mentre Milinkovic-Savic e Immobile non trovano in chiusura di tempo il pertugio giusto per la rete del vantaggio.
 

LA PARTITA SI ACCENDE – Mihajlovic, che aveva già spostato Ljajic dietro la punta, arretrando Baselli in regia e allargando Benassi a sinistra, riparte con una mini-rivoluzione: c’è infatti Molinaro esterno alto sulla fascia mancina, per il Torino è un recupero prezioso dopo il lungo stop. Benassi torna in mediana, la chiave del buon secondo tempo granata è però la crescita graduale di Iturbe, che passa da dannoso a utile nel breve volgere dell’intervallo. Ma è comunque la Lazio a passare, dopo aver sprecato con Parolo il pallone dell’1-0 al termine di un’azione straripante di Lukaku. Basta ha spazio sulla destra, Moretti devia in scivolata e mette fuori causa Hart, De Silvestri si fa bruciare da Immobile e il bomber biancoceleste firma il classico gol dell’ex. Maxi Lopez per Ljajic dà più peso all’attacco granata e Belotti si trova meno solo, non è un caso che a timbrare sia l’argentino, letale sulla punizione tagliatissima di Iturbe da destra: spizzata vincente a beffare Strakosha, chiamato a comandare una difesa che dopo Radu aveva perso anche de Vrij, rilevato da Wallace a inizio ripresa. Nel momento di maggior fiducia, Iturbe si siede in panchina per Iago Falque, mentre Inzaghi richiama Biglia per giocarsi la carta Keita.

FINALE LAZIALE –  La Lazio vuole i tre punti e per ottenerli si riversa in attacco. Basta trova Immobile a centro area, il colpo di testa non è il pane quotidiano del centravanti e Hart ha vita facile nel bloccare. Parolo si fa apprezzare maggiormente rispetto al numero 17 laziale quando c’è da incornare, sfera di pochissimo sopra la traversa sugli sviluppi di un angolo. E’ un assalto costante, il tiro-cross di Immobile al 37′ fa urlare al gol il pubblico presente all’Olimpico ma Hoedt in scivolata arriva in ritardo di un soffio. La partita sta per girare. Il primo punto di svolta è il destro rasoterra di Belotti, unico bel sussulto della serata del Gallo. C’è il tocco di Strakosha, l’arbitro di linea non lo nota e assegna rimessa dal fondo. Passa più o meno un minuto, Lukaku pesca Keita. Stop orientato verso la porta ai 20 metri, destro a giro sublime ed esultanza inevitabilmente polemica. Non poteva essere altrimenti, è parte del personaggio. Rimane un gol dal peso specifico enorme e di rara bellezza, che precede il tris firmato da Felipe Anderson, imbeccato in contropiede da Lulic. Ride la Lazio, che scavalca nuovamente l’Inter al quarto posto in una giornata che ha visto i ko di Atalanta e Milan. Ci sarà meno da ridere in estate, con la grana del contratto di Keita. Ma Inzaghi, almeno per ora, non ci pensa.

LAZIO-TORINO 3-1 (0-0)
Lazio (4-3-3): Strakosha; Basta, de Vrij (1′ st Wallace), Hoedt, Radu (27′ pt Lukaku); Parolo, Biglia (32′ st Keita), Milinkovic-Savic; Felipe Anderson, Immobile, Lulic. (Adamonis, Vargis, Bastos, Patric, Crecco, Murgia, Djordjevic, Lombardi, Luis Alberto). All.: Inzaghi
Torino (4-2-3-1): Hart; De Silvestri, Rossettini, Moretti, Barreca; Benassi, Lukic; Iturbe (29′ st Iago Falque), Baselli (1′ st Molinaro), Ljajic (18′ st Maxi Lopez); Belotti. (Padelli, Cucchietti, Ajeti, Castan, Zappacosta, Acquah, Gustafson, Valdifiori, Boyé). All.: Mihajlovic
Arbitro: Mazzoleni
Reti: 11′ st Immobile, 27′ st Lopez, 42′ st Keita, 45′ st Felipe Anderson
Ammoniti: Ljajic, Milinkovic-Savic, Parolo, Lukaku
Recupero: 3′ e 3′

ss lazio

serie A
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Fonte: Repubblica

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