Lega A, ancora nessun presidente. Malagò minaccia

Nulla da fare, la Lega Serie A non ha ancora un presidente. E’ terminata con un nulla di fatto la terza assemblea elettiva convocata oggi dalla Lega Serie A durante la quale i presidente erano chiamati a trovare un’intesa sul nome del prossimo presidente. Dopo circa un’ora e mezza di riunione e come già accaduto il 20 febbraio e il 2 marzo, infatti, i rappresentanti dei club di serie A sono stati costretti a lasciare la sede di via Rosellini a Milano senza aver trovato un accordo e costringendo il presidente attuale, Maurizio Beretta, ad aggiornare nuovamente l’assemblea.  “Ci rivedremo il 22 marzo – ha spiegato Beretta al termine della seduta – Siamo andati avanti con il lavoro in particolare sullo statuto per provare a stringere i tempi nella definizione degli assetti. Nei limiti del calendario consentito, con un margine ragionevole per lavorare, abbiamo tempo per il consiglio federale del 27 marzo”. 

La minaccia di Malagò – Una data non casuale quella riferita dal presidente della Lega Serie A. Proprio il 27 si terrà appunto il prossimo consiglio della Figc nella quale verranno nominati i vicepresidenti federali e il comitato di presidenza, una riunione che la Lega Serie A rischia di dover disertare, come minacciato proprio oggi dal presidente del Coni Malagò: “Se la Lega Serie A non eleggerà il proprio presidente e i consiglieri entro il prossimo consiglio della Figc del 27 marzo, non sarà rappresentata nella riunione. Se poi la Lega Serie A non rinnoverà le cariche entro il 15 aprile la Federcalcio trarrà le sue conseguenze (si parla di un commissariamento, ndr).” Un Malagò che poi ha continuato: “La Figc ha chiesto al Coni, in particolare al Collegio di Garanzia che è un organo terzo, come sono le regole del gioco, come ci si deve comportare, soprattutto per ciò che riguarda gli aspetti delle nomine dei rappresentanti della Lega di A, che sono tre, nel Consiglio federale-. Questi tre dovranno essere individuati entro il 27 marzo, quando a Coverciano, in occasione della Panchina d’Oro, ci sarà un consiglio federale. Altrimenti bisognerà dare un tempo congruo, che la federazione ha individuato in un mese. Quindi la data ultima è il 15 aprile. Ma non è una cosa che decido io in maniera autoritaria – ha precisato il presidente del Coni -, è una cosa di buon senso, di regole. Lo dico con molta franchezza. Su questo non c’è nessuna contrapposizione tra le istituzioni dello sport con la Lega Serie A, anzi sono molto vicino al presidente e agli amministratori di queste societa’ che sono il motore del calcio. Però è logico e nello stesso loro interesse: devono capire che le regole sono uguali per tutti”

Fonte: SkySport

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