E’ un azzurro che vira al verde, Nazionale mai così giovane

ROMA – Non s’offendano il bianco e il rosso, l’Italia tricolore brilla di verde. Il Viareggio, nella prima finale senza metropoli, incorona il Sassuolo nella finale contro l’Empoli. Ma la vecchia coppa carnevale (ormai quasi torneo di Pasqua), da sempre vetrina per le baby star del made in Italy, deve lasciare il passo a altro. I campioni di domani non sfilano più (solo) a Viareggio ma vestono già d’azzurro, e non soltanto quello dell’Under 21. Sfoggiano la maglia brillante della Nazionale di Ventura, che prepara la sfida alla Spagna per prendersi i mondiali. 

IN RUSSIA CON UN “UNDICI” U.25 – Gagliardini guida il clan dei debuttanti: cinque in una sera soltanto, ne ha lanciati il ct contro l’Olanda. Oltre al mediano dell’Inter, pure Spinazzola e Petagna, D’Ambrosio e Verdi. Nuove tessere di un mosaico di cui fa già parte Gigio Donnarumma, che all’Amsterdam Arena con 18 anni, un mese e 3 giorni è diventato il più giovane azzurro in campo dal 1′ minuto negli ultimi 116 anni. Ma pure Bernardeschi, Romagnoli e Rugani. Tutti e tre, dovrebbero mettersi a disposizione di Di Biagio per l’Europeo Under 21 di giugno in Polonia, che l’Italia giocherà per vincere dopo troppi anni di anonimato e nonostante un girone di ferro con Germania, Danimarca e Repubblica Ceca. L’età media dell’undici di partenza contro Strootman e compagni era di appena 26,18 anni: prendendo la media delle varie stagioni azzurre, non se ne trova una più “verde” negli ultimi 26 anni. Un segnale importante di rinnovamento: dopo aver toccato il fondo con la doppia eliminazione al primo turno dei Mondiali (nel 20120 e poi nel 2014), qualcosa si muove. E in Russia, se l’Italia strappasse il pass per i prossimi mondiali, potrebbe spedire una formazione interamente sotto i 25 anni. Provate a immaginarla: Donnarumma, Rugani, Caldara, Romagnoli, De Sciglio, Verratti, Gagliardini, Emerson Palmieri (ha appena ricevuto il via libera dalla Fifa), Berardi, Belotti e Bernardeschi. 

I SUCCESSI DEI BABY – La prova che il ct può contare su ragazzi pronti già da giovanissimi, e di livello internazionale. Lo dimostrano i risultati: 4 vittorie nelle qualificazioni mondiali e un solo pareggio, contro la grande Spagna, a cui aggiungere il successo con l’Olanda. Ancora più importanti sono poi i traguardi dei baby. L’Under 19 è arrivata la scorsa estate alla finale europea di categoria arrendendosi soltanto alla Francia mostruosa di Mbappé (uno che ha steso da solo o quasi il Manchester City in Champions) e Augustin. Mentre l’Under ha dominato un girone di qualificazione in cui affrontava la temibilissima Serbia, vincendo sette gare su 10 senza perdere mai. E producendo talenti come la coppia di centrali regalata a Ventura, ma pure Benassi, Berardi, Caldara, Cataldi, Chiesa, Conti, Locatelli, Masina, Mazzitelli, Pellegrini. Tutti titolari nei propri club, tutti con una discreta esperienza di serie A a poco più che vent’anni. Addirittura oltre le cento presenze i primi due. E poi ci sono Meret e Scuffet, portieri di proprietà dell’Udinese già entrati nel giro della nazionale maggiore. Il futuro, cara Italia, è nelle tue mani. nazionale

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Fonte: Repubblica

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