Suning fa il pieno di diritti tv per la Cina, ora tocca alla Serie A

MILANO – Ha cominciato con la Liga, grazie a un accordo che prevede la trasmissione delle partite su megaschermi nelle principali città cinesi. Ha proseguito con la Premier League, aggiudicandosi l’asta con una offerta record che ha fatto le squadre inglesi ancora più ricche. Pochi giorni fa, l’ultima parte del trittico: un accordo di cinque anni con la Bundesliga. Per chiudere il cerchio ora manca solo l’Italia: ma Suning è pronta ad andare all’attacco, non appena saranno varate le nuove norme per le vendita dei diritti tv della Serie A.

Il colosso dell’informatica (oltre 1.600 negozi) che ha rilevato l’Inter dalla coppia Thohir-Moratti si candida al ruolo di protagonista del calcio europeo. E non solo sui campi di gioco. L’acquisizione del club nerazzurro è solo uno dei tasselli di una operazione molto più ampia, che sfrutta il fatto di essere il socio di controllo dal 2013 di Pptv (con un investimento da 720 milioni di dollari): una piattaforma on line dalla quale trasmette partite di calcio ed eventi sportivi in generale in tutta la Cina. Il progetto prevede di creare “un ecosistema lungo tutta la catena dell’offerta sportiva”, nonché “un leader globale dei media sportivi”. Il che tradotto significa che Suning è sbarcata un anno fa nel Vecchio Continente con l’obiettivo di acquistare non solo squadre di calcio, ma anche di diventare titolare diritti televisivi, agenzie che seguono calciatori e allenatori, centri giovanili di allenamento fino alla creazione di un marchio per la vendita via internet di prodotti legati al mondo del pallone.

Ecco perché, dopo aver rilevato per la Cina i diritti tv dei campionati di massima divisione in Spagna, Inghilterra e Germania si predispone all’offerta per quello italiano. E non potrebbe essere diversamente proprio nel momento in cui – oltre all’Inter – anche l’altra squadra di Milano sta finendo sotto il controllo cinese. Non a caso, il derby di Pasqua verrà giocato per la prima volta a mezzogiorno, un orario che consentirà al pubblico dell’estremo oriente di vedere la partita senza fare le ore piccole davanti alla televisione.

Se Suning dovesse aggiudicarsi i diritti tv per la Cina anche della Serie A bisognerà abituarsi a seguire sempre più partite di cartello nell’anticipo del mattino. Del resto, l’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato che il match delle 12, soprattutto se giocano squadre di prima fascia, ha raccolto più spettatori di tutto il pacchetto delle partite delle 15. C’è passata anche la Liga, con l’ultimo “clasico” Real-Barcellona disputato proprio nella fascia oraria favorevole al mercato asiatico.

La Liga è stato il primo campionato europeo di cui Suning ha acquistato i diritti tv nel 2015, con validità cinque anni. Un accordo che prevede anche i diritti per lo sviluppo del marchio Liga a Macao e a Taiwan. Nel novembre dell’anno scorso il contratto record con la Premier League: 700 milioni per tre stagioni, nuovo primato per i diritti della Premier venduti all’estero, avendo superato il miliardi di dollari pagato dall’americana Nbc, ma spalmato su sette stagioni. Pochi giorni fa, invece, è arrivato il contratto da 250 milioni per cinque stagioni stipulato con la Bundesliga, esclusiva strappata alla tv di stato Cctv.

Le ragioni commerciali sono nei numeri: è stato stimato in 500 milioni i potenziali tifosi che i Cina seguono le squadre europee, a cui si devono sommare quelli delle ragioni limitrofe, dall’Indonesia al Viet-Nam. E’ vero che negli ultimi mesi, il governo di Pechino ha messo un freno agli investimenti all’estero (tra cui quelli nello sport) per limitare l’uscita di capitali dal paese in un momento di rallentamento dell’economia interna, ma anche per sgonfiare la bolla che ha portato a spese senza precedenti per l’acquisto di campioni europei e sudamericani affiché disputassero la massima divisione cinese. Ma è altrettanto vero che negli ultimi 2-3 anni gli investimenti cinesi nel calcio europeo sono stati ingenti, sia per ragioni economiche che politiche: la Cina punta ad ospitare una delle prossime edizioni dei Mondiali e vuole portare la sua nazionale a giocarsela con i migliori. Un cammino ancora lungo, visto che rischia di non disputare nemmeno quelli in Russia dell’anno prossimo, nonostante abbia chiamato sulla panchina l’ex ct Italiano Marcello Lippi.

Almeno una ventina di club europei sventolano la bandiera rossa con le stelle: nella Premier League capitali di Pechino sono presenti nel Manchester City, nel Souphampton e nel West Bronwich Albion in Premier League, mentre in Premiership ci sono Aston Villa, Birmingham e Wolverhampton. Ci sono poi il Valencia in Spagna e l’Olimpique Lyon in Francia. In ambito sportivo non si può poi non ricordare l’acquisizione da parte del gruppo Wanda della società Infront, uno dei colossi mondiali nella gestione dei diritti sportivo, lo stesso che è impegnato in una difficile trattativa per il rinnovo dei diritti della Seria A.

Fonte: Repubblica

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