Allegri è un mix tra Capello, Ancelotti e Lippi

E dunque: proviamo a giocare all’Allegri Chirurgo: cos’ha Max di questi 3 grandi allenatori italiani, dal Capello in giù?

La testa di Capello

Partiamo, allora, dalla testa, che poi anche per Don Fabio – massima juventina per eccellenza – era l’unica cosa che contava: la testa, cioè la vittoria, attraverso la gestione o il contropiede, il comando o l’attesa: entrambi pragmatici, concreti, capaci certo di regalare pure picchi di ottimo calcio, ma soprattutto punti e vittorie. “Se volete divertirvi andate al circo” lo ripete sempre Allegri, ma avrebbe potuto dirlo mille volte Capello. Lasciando agli altri, come Max, dogmi e tatticismi esasperati.

Il sopracciglio di Ancelotti

Scendiamo, e arriviamo al sopracciglio: pensate a Carlo Ancelotti, e riguardatevi quel bacio rifilato l’altro giorno a Ribery. Allegri non arriverà mai a tanto, anzi. E non sarà mai, o meglio non può ancora essere, il padre che per molti è stato ed è Carletto. Ma la gestione dello spogliatoio è simile: affetto e rispetto, un po’ carota e un po’ bastone, il buffetto sulla guancia e la vena ingrossata. Ancelotti è più Zen, Allegri più caldo. Ma a gestione e controllo dello spogliatoio non sono secondi a nessuno: come del resto ci ha insegnato Allegri nella gestione del caso Bonucci.

Toscano di mare come Lippi

E poi c’è Lippi: toscani, di mare, arrivati a 46 anni alla Juve, un anno dopo già con lo scudetto in tasca. Entrambi buoni ma non eccellenti giocatori, la gavetta in C prima della Champions League. Uomini di ampie vedute e grande saggezza: Allegri nel dopo Conte, senza fretta, ha capito quando fosse il momento di intervenire, di cambiare, di modellare la squadra secondo la sua idea di calcio, come del resto ha (ri)fatto quest’anno: Dybala, Mandzukic, Higuain, tutti insieme come Del Piero Vialli e Ravanelli. Nella speranza che anche con Max, l’Allegri Chirurgo, possa arrivare alle Grandi Orecchie…

Fonte: SkySport

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