Roma, Spalletti: “Atalanta forte, meno male che manca Gomez”

Roma, Spalletti: "Atalanta forte, meno male che manca Gomez"Luciano Spalletti (agf) ROMA – “Dopo il derby di ritorno verrà tracciata una linea di demarcazione”. L’eliminazione in Coppa Italia, però, non ha coinciso con grosse novità in merito al futuro della Roma, e del suo allenatore. Il traguardo delle 400 partite in Serie A per Luciano Spalletti – lucido e razionale quando ammette di “non vedere alcun segno di flessione” da parte della Juventus – è l’unica linea di traguardo effettivamente individuabile al momento, in vista del finale di stagione. Nessun input per quanto riguarda il rinnovo di contratto: “Non sarà dentro l’uovo di Pasqua”. Forte, invece, la sua preoccupazione per un’altra situazione ancora in stand-by, quella relativa al legame tra la società e Daniele De Rossi (alle prese con alcuni guai alla caviglia che mettono in forte dubbio la sua presenza contro l’Atalanta): “Sono queste le cose fondamentali per dare forza al seguito di una società”.

 

“NESSUN SEGNO DI FLESSIONE DALLA JUVE” – Non c’è alcun tipo di sollievo nel confrontare i brillanti risultati dei primi della classe, anche a livello internazionale, con il percorso stagionale della sua squadra che pur ha permesso di ridurre il gap registrato nelle ultime due annate: “La Juventus ha giocato una partita perfetta martedì, per certi versi incredibile. Hanno evidenziato una gestione, una completezza di comportamenti nell’affrontare la stagione intera, preparando nel dettaglio ogni aspetto: hanno mostrato – prosegue Spalletti alla vigilia della sfida contro l’Atalanta – una traccia da percorrere sin dall’inizio, che stanno portando avanti nel migliore dei modi. Noi abbiamo fatto il nostro dovere facendo vedere che esiste un modo per tentare di diminuire la distanza per restare in scia di questo battistrada: non danno alcun segno di flessione ed è difficile, viste le motivazioni e il numero dei giocatori a disposizione, sapere se il fatto che proseguano il loro cammino in Champions possa creargli problemi in campionato”. L’esaltazione del rendimento dei rivali, quindi, non coincide con una rivalutazione del concetto di “trofeo da vincere”, condizione da lui stessa definita necessaria alla sua permanenza: “Il mio contratto non è nell’uovo di Pasqua. E’ ancora aperta la possibilità legata al nostro modo di lavorare, perché la matematica non ci condanna e rimarremo applicati al massimo per finire nel migliore dei modi la nostra corsa”.

 

“ASSENZA GOMEZ UN VANTAGGIO. RINNOVO? DE ROSSI PIU’ IMPORTANTE DEL MIO” – Una corsa che pone sulla strada l’ostacolo Atalanta: “Nella partita d’andata sbagliammo soprattutto il secondo tempo e il finale di gara – le parole di Spalletti dalla sala stampa di Trigoria – loro furono bravissimi e sabato sarà una partita che cela diverse insidie. Ci sarà bisogno di una grande Roma e sono convintissimo ci faremo trovare pronti”. Ammettendo come l’assenza del Papu Gomez risulti essere “un vantaggio poiché è un grandissimo calciatore e un campione da grande squadra”, l’allenatore confessa di aver provato in passato a cercare l’attaccante nerazzurro sul mercato: “E’ stato uno di quei calciatori che ho più osservato in precedenza, anche ai tempi dello Zenit. E’ forte, mi piace, e se ci fosse stata la possibilità lo avrei voluto con me”. Su Kessie, aggiunge: “E’ un altro giocatore forte. Se la Roma riuscirà a farlo diventare un proprio calciatore si metterà in casa una chance di essere ancora più forte di quello che è”. Concludendo, poi, con un altro monito alla sua società: “Ci sono contratti più importanti del mio, per quanto mi riguarda si va in fondo al campionato: quello di Daniele De Rossi, però, è un contratto importante. E’ un giocatore forte, che se non hai devi andare a cercare: se va via guadagni niente, se vuoi andarlo a ritrovare devi spendere molto. Si corre il rischio del pentimento, come nel caso del Milan quando hanno visto passare Pirlo alla Juventus: queste – aggiunge Spalletti – sono cose fondamentali per dare forza al seguito di una società. Di allenatori ce ne sono tantissimi bravi, anche più giovani di me”.

Chiusura della conferenza dedicata al passaggio di consegne ai vertici del Milan: “I cinesi sono una realtà del calcio mondiale. Vogliono dare forza e visibilità al loro paese attraverso questo mondo e il fatto che siano venuti a rilevare una squadra come il Milan dice che sono proiettati verso il futuro. Penso sia difficile – conclude l’allenatore giallorosso – ricreare un altro club come quello dell’era Berluconi. Ci potranno anche riuscire ma quella squadra è stata marchiata a fuoco dal suo ex presidente. Non sono venuti solo a prendere società importanti, hanno prelevato anche giocatori fortissimi e grandissimi talenti del panorama globale: è una bellacosa se noi creiamo interesse ad imprenditori di livello mondiale. E’ segno che il calcio ha ancora qualità da esportare”. 

 

as roma

serie A
Protagonisti:
luciano spalletti

Fonte: Repubblica

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