Juventus, Allegri vede il traguardo: ”Con il Genoa vale lo scudetto”

TORINO – “La partita di domani vale lo scudetto”, dice ben tre volte Massimiliano Allegri, per (ri)mettere un po’ di pressione addosso alla Juve, alla vigilia del posticipo di domenica contro il Genoa. “Tutti sia aspettano una nostra caduta, ma noi non dobbiamo cadere”. Vietato un altro scivolone come quello di fine novembre a Marassi: “Il Genoa allora ci rifilò tre gol in 29′, un record”. Il tecnico bianconero liquida in fretta l’inevitabile domanda sul suo rinnovo e quindi sul suo futuro a Torino: “Ho un contratto, qui sto benissimo, ma le priorità adesso sono altre”. In caso di triplete, l’impressione è che Allegri potrebbe salutare. Proprio come fece Mourinho, con l’Inter, nel 2010.
Assente lo squalificato Pjanic, domenica la Juve confermerà il 4-2-3-1, ma con la difesa di scorta: davanti a Buffon agiranno infatti Rugani (o Barzagli) e Benatia, in corsia Lichtsteiner e Asamoah, a centrocampo Khedira con il recuperato Marchisio, sulla trequarti Lemina (in vantaggio su Cuadrado), Dybala e Mandzukic, in attacco Higuain.

Massimiliano Allegri, avverte troppa euforia dentro e intorno alla sua Juve? Avrebbe preferito incontrare in semifinale di Champions il Real Madrid anziché il Monaco?
“No, ma è normale. Il Monaco è arrivato in semifinale perché ha valori tecnici e tattici e giovani molto forti, ma non ha la nostra storia. Questo non vuole comunque dire che sarà facile arrivare in finale. Il nostro obiettivo è vincere la Champions, una cosa che non capita tutti gli anni. Restiamo concentrati e pensiamo all’Europa soltanto dopo le sfide contro Genoa e Atalanta”.
La squadra contro il Barcellona ha dimostrato grande forza mentale. C’è stato un ulteriore salto di qualità, sotto questo aspetto?
“La Juve, che veniva da un percorso importante, ha affrontato il Barcellona con grande rispetto. Detto questo, non abbiamo ancora vinto né il campionato, né la Coppa Italia, né la Champions League. Evitiamo l’esaltazione. Semmai serve l’entusiasmo, oltre ai piedi ben piantati per terra in modo da non perdere mai l’equilibrio. Tutti si aspettano che la Juve possa cadere, ma noi non possiamo permettercelo: domani servirà un’altra prova tosta”.
Sente di avere meriti particolari in questi tre anni di crescita?
“Io non ho meriti. Mi sono messo a disposizione di un gruppo che aveva lavoratro benissimo. L’obiettivo era aiutare la squadra a crescere a livello internazionale. Ora il nostro traguardo è arrivare fino in fondo a tutte le competizoni, senza pensare a niente se non a fare”.
Cosa dovrà fare la Juve di diverso rispetto alla finale del 2015?
“Intanto facciamo una cosa identica ad allora: raggiungiamo la finale. La squadra è cresciuta in autostima e consapevolezza, deve essere abituata a giocare certe partite. A volte si vince, a volte si perde: il calcio è così. Ma la serenità in campo deve far parte del nostro dna”.
In cosa può ulteriormente migliorare la Juve?
“Può e deve migliorare nella gestione del pallone. A Barcellona, nel secondo tempo, avevamo troppa fretta di chiudere l’azione. E poi dobbiamo continuare a lavorare sui singoli, affinché perfezionino i gesti tecnici”.
Per il suo futuro non si parla più di Arsenal ma di Barcellona: quando finiranno queste voci? Un eventuale triplete condizionerà le sue scelte? Potrebbe considerare un anno sabbatico?
“No, io un anno di tranquillità non lo prenderei: quando smetterò, allora lascerò del tutto. Ho un contratto con la Juventus, le cose vanno benissimo, l’importante è darsi sempre degli stimoli nuovi. E’ inutile parlare di futuro. Adesso la priorità è finire questa stagione al meglio”.
Quanto vale la sfida contro il Genoa?
“La partita di domani vale lo scudetto. In caso di vittoria, restando a +8 sulla Roma, avremmo la possibilità di sbagliare due partite. Dovremo giocare con la stessa cattiveria e intensità mentale delle ultime uscite. Poi, da venerdì prossimo in poi, giocheremo tre giorni per un mese intero”.
Domani vedremo una difesa diversa da quella titolare e i soliti quattro attaccanti davanti?
“Davanti giocheranno sicuramente i quattro, l’unico dubbio è Cuadrado che potrebbe rappresentare un cambio importante. In difesa ho giocatori talmente bravi che non c’è alcun problema. Domani dovremo soprattutto essere mentalmente pronti a giocare una partita tosta. Il Genoa all’andata ci ha rifilato tre gol in 29′, un record”.
Con Lemina al posto di Cuadrado cambia l’impostazione della squadra?
“No, l’impostazione sarà la stessa, ma in corso d’opera si potranno fare delle varianti”.
Marchisio va ancora gestito?
“Claudio a Barcellona aveva un problema al polpaccio, non era il caso di rischiarlo. Domani però gioca, era nei programmi. Ha bisogno di crescere ancora, perché per tornare nelle migliori condizioni dopo un intervento al crociato serve un anno. In seguito a un buon rientro, Claudio ha avuto un momento di down, ma credo che disputerà un ottimo finale di stagione”.
Quali errori non dovrete ripetere la squadra rispetto all’andata a Marassi?
“Dobbiamo entrare in campo consapevoli e pronti. La forza della Juve è che ogni singolo lavora per lo stesso obiettivo. I miei giocatori hanno messo da parte le questioni individuali”.
Quanto è stata importante la sconfitta di Genova per riallineare la Juve?
“Nella stagione ci sono tanti momenti per capire da che parte bisogna andare, indipendentemente dal risultato del campo: non serve per forza una sconfitta. Ricordo alcune partite vinte in cui la squadra ha giocato male. Non ho variato modulo dopo il ko di Firenze perché al Franchi avevamo perso. Avevamo comunque quattro punti di vantaggio sulla seconda, non c’erano motivi per cambiare”.
Dani Alves sembra un altro giocatore rispetto a quello di inizio stagione.
“Dani è un giocatore importante che ha vinto tanto negli anni a Barcellona. E’ normale che arrivando alla Juve possa servire un periodo di ambientamento, anche Evra ne aveva avuto bisogno. Fortunatamente la Juve ha anche Lichtstener, un elemento straordinario con caratteristiche diverse dal brasiliano che, non a caso, ha vinto cinque scudetti e ora speriamo conquisti anche il sesto”.
Bentancur è ufficialmente juventino, cosa si aspetta da lui?
“E’ uno dei migliori giovani in circolazione. La Juve si è mossa bene andando a prendere un ragazzo valido. A luglio comiuncerà il suo percorso di crescita in bianconero”.
Un suo commento sulla tragica scomparsa del ciclista Michele Scarponi.
“Ogni parola è superflua. Voglio però rivolgere le mie più sentitte condoglianze alla famiglia, visto che lascia dua bambini piccoli e la moglie. Certe disgrazie fanno riflettere”.

juventus

serie A
Protagonisti:
massimiliano allegri

Fonte: Repubblica

Commenti

Questo articolo è stato letto 186 volte