Salutate la capolista: i segreti dell’Empoli

Come brilla il gioiellino Zajc

Debutto sfavillante per il 24enne sloveno che si è messo in grande evidenza nella scorsa stagione in Serie B, sfornando assist a oltranza per il tandem d’attacco Caputo-Donnarumma. Il trequartista sbocciato nell’Olimpia Lubiana, tra gli artefici della promozione in A coi suoi 14 passaggi vincenti, ha debuttato propiziando il primo gol stagionale dell’Empoli (per le statistiche e per il fantacalcio non si tratta di assist per via di una deviazione di Faragò) e ha poi mandato in rete Caputo: l’intesa tra i due è ormai un meccanismo automatico. Abile nei calci piazzati, Miha Zajc ha un destro pericoloso anche dalla distanza, ma la caratteristica che lo rende più minaccioso è il dribbling. Andreazzoli lo ha ereditato da Vivarini, che lo impiegava col contagocce: nella prima metà della scorsa stagione, infatti, Zajc entrava in campo negli ultimi minuti di gioco. Il cambio di allenatore ha giovato allo sloveno, che ha trovato continuità ripagando Andreazzoli (che da quando gli ha dato fiducia non può più farne a meno). L’impatto che ha sull’Empoli è destinato a farsi sentire anche nella sua Nazionale, con cui il 2 giugno 2018 ha realizzato la sua prima rete, nell’amichevole vinta per 2-0 in Montenegro.

Caputo a tutta birra

La forza di Caputo, senza paragoni in B, si è manifestata anche nel massimo campionato. Ciccio da Altamura, capocannoniere della scorsa stagione, formava un attacco micidiale assieme al compagno di reparto Alfredo Donnarumma. Per affrontare il campionato dei grandi, però, Caputo è stato affiancato dal giovane La Gumina (classe ’96). Al termine della partita vinta contro il Cagliari, Ciccio ha parlato dell’intesa con Zajc e ha speso belle parole per il giovane palermitano: “È molto forte, non deve essere caricato di responsabilità”. Come a dire, “per ora ai gol ci posso pensare io”. A sette anni di distanza da quello che restava il suo unico gol in Serie A, segnato nel 2011 con la maglia del Bari, il bomber pugliese stende il Cagliari e può brindare al migliore dei debutti con la sua birra Pagnotta: è questo il nome della bionda che produce Ciccio, utilizzando il pane di Altamura in fase di bollitura.

Rasmussen, il Carneade di Danimarca

I sorrisi dall’Empoli arrivano anche dalla difesa. Dietro il clean sheet di Terracciano, autore di una bella parata nel secondo tempo, c’è stato un buon lavoro del reparto difensivo che ha arginato Pavoletti, Farias, Sau e Cerri. Affiancare un veterano a un giovanotto pare la formula preferita da Andreazzoli per completare i reparti: la coppia di centrali scelta in assenza dell’indisponibile Maietta, è stata Silvestre-Rasmussen. Tredici gli anni di differenza tra i due: il danese, classe 1997, è arrivato a luglio dal Rosenborg e si è subito guadagnato un posto da titolare in Serie A, meritandosi i complimenti del suo allenatore ai microfoni di Sky Calcio Show. 

Antonelli, Acquah e La Gumina: mix di esperienza e gioventù

Il giovane Jacob e il “Gato” non rappresentano gli unici casi di nuovi innesti che si sono subito ben ambientati. Nell’XI titolare – oltre alla coppia di centrali di difesa – sono scesi in campo l’ex rossonero Antonelli, Capezzi, Acquah e La Gumina, acquisti di un mercato ben ponderato che ha puntellato tutti i reparti. Silvestre si è candidato a leader di un reparto rinnovato, rendendosi pericoloso anche in attacco sui calci piazzati; anche la spinta sulla sinistra di Antonelli si è fatta sentire, così come i muscoli dell’ultimo arrivato Acquah, che si completa bene con il talento di Capezzi. Il 23enne toscano, in prestito dalla Samp, si è inserito perfettamente nel centrocampo di Andreazzoli, che potendo usufruire di Bennacer e Brighi ha tutte le carte in regola per continuare a stupire.

Fonte: SkySport

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