Tavecchio pronto alla rivoluzione: “Riforma serie A ha la priorità”

Tavecchio pronto alla rivoluzione: "Riforma serie A ha la priorità"Carlo Tavecchio (agf) ROMA – Che la rivoluzione abbia inizio. Carlo Tavecchio, numero uno della Figc e neo-commissario della Lega di serie A, è pronto a portare avanti la riforma del calcio italiano inneggiata da anni. Ai microfoni di Radio Anch’io lo Sport il presidente federale è fermamente convinto della sua visione del mondo del pallone italiano, dal ridimensionamento della massima serie col ritorno a 18 squadre, al calendario in stile Liga. “Il peso di questo incarico non è di poco conto – spiega -. Ho pregato fino all’ultimo che non avvenisse la nomina di un commissario straordinario, pensavo e speravo ci fossero le condizioni per fare un presidente. La cosa più importante è vedere la riforma dello statuto, e questa è la priorità”.

RIFORMA CAMPIONATO PRIORITÀ – “Il commissario ha carattere di ordinarietà per quanto riguarda la gestione, la riforma del campionato è un provvedimento straordinario – chiarisce Tavecchio -, il commissario ha poteri che devono esser ratificati dall’Assemblea. Serve una maggioranza qualificata per cambiare il format”. Tornando sulla nomina di Michele Uva e Paolo Nicoletti quali suoi vice, Tavecchio conclude: “Noi abbiamo applicato un principio di indipendenza della Federazione, i sub commissari della Lega di Serie A li ho indicati io, conoscendoli, uno per l’aspetto gestionale e amministrativo, l’altro per quello giuridico. Tutte le illazioni le lascio fuori da qui, il resto sono solo illazioni. La mia nomina come commissario è di sei mesi, mi auguro di fare presto e bene”.

18 SQUADRE E PLAY-OFF LONTANI – Tavecchio non ha abbandonato l’ipotesi di ridimensionare il numero delle partecipanti alla massima serie. “Ho sempre pensato a raggiungere questo obiettivo, il problema è che la decisione dei format è legata a modelli culturali che dipendono da delibere assembleari qualificate, ed è difficile portarlo a termine”. Di sicuro non vedremo presto i play-off e i play-out in serie A come accade per il campionato cadetto. “Sono idee innovative e nei tornei dilettanti ci sono già, così come nel calcio a 5 nazionale – ricorda -. Bisogna studiare delle forme nuove, introdurre qualche correttivo per evitare queste situazioni. Ma è un campionato buono, che ha messo in evidenza le cinque squadre che si prevedeva: l’importanza della Juve è fuori discussione, ma Roma e Napoli stanno riducendo il gap e spero che in futuro ci sia più competitività”.

CALENDARIO SPEZZATINO – Un altro tema è quello del calendario con le domeniche che saranno diverse da quelle a cui siamo abituati con solo tre gare la domenica pomeriggio. “Tutto è in funzione dei diritti tv e dei fusi orari. Bisogna cercare di compendiare le due cose con un risultato accettabile. Ieri ho visto la Spagna dove sono 3 le partite della domenica pomeriggio – prosegue il numero uno della Federcalcio -. È un problema di fusi orari e diritti, di mantenimento dei costi stellari delle grandi organizzazioni. Davanti a questi fatti bisogna prenderne atto”. Il prossimo campionato vedrà anche l’introduzione della Var: “Sono molto contento, era il 2014 quando lo segnalai al presidente della Fifa Blatter, Nicchi ha fatto bene ad annunciarlo. Italia e Germania sono le due nazioni che avranno questo privilegio, dobbiamo avere fiducia nella classe arbitrale, abbiamo tecnologica all’avanguardia e stadi pronti. Sono sempre stato aperto alle novità e sono convinto che la Var avrà una buona riuscita”.

SI PARTE IL 20 AGOSTO – La nuova Serie A inizierà il 20 agosto, a dispetto dalle richieste del ct Gian Piero Ventura, che voleva anticipare in virtù dello scontro diretto con la Spagna che segnerà i destini dell’Italia nel girone di qualificazione ai Mondiali russi: “Non è stato scontentato solo il ct, abbiamo sperato che potessero essere accolte, con la data del 13 agosto, le istanze della federazione. Per vincere il girone (e ottenere la qualificazione diretta, ndr) in Spagna dobbiamo soltanto vincere e sarebbe stato un atteggiamento di grande disponibilità anticipare il campionato. Purtroppo i colori della maglia azzurra non sono ancora ben radicati nella classe dirigente”.

PROPRIETÀ STRANIERI IL FUTURO – Detto che disputare la prossima Serie A durante le feste natalizie, così come succede già alla B, nasce dall’esigenza di rispettare “i diritti televisivi ed il fuso orario” e dichiarandosi “molto dispiaciuto” per le sorti della ‘sua’ Inter, Tavecchio, analizza l’ingresso nel calcio italiano di proprietà straniere e soprattutto cinesi: “l’era dei mecenati è finita. Oggi ci sono questi grandi gruppi industriali che fanno trust o fondi per investire. Il calcio ha una visibilità indiretta e l’obiettivo di questi soggetti è creare delle sinergie globali che vanno al di là della società di calcio”.  Infine, Tavecchio dice la sua sul sorteggio delle semifinali di Champions League, che ha opposto i campioni d’Italia alla ‘sorpresa’ Monaco: “Consiglio al presidente Agnelli di stare molto cauto. Non è semplice. Le partite che si danno per scontato si perdono, ma la Juventus ha qualità e tecnica per superare il turno”.

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Fonte: Repubblica

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