OBIETTIVO NAPOLI – Superiorità abissale degli azzurri a San Siro

Due vittorie a Milano nello stesso anno dopo ottantacinque anni, ma sopratutto successo contro l’Inter che consente agli azzurri di portarsi ad un solo punto di distanza dalla Roma, sconfitta del derby capitolino, rilanciando la corsa al secondo posto che aveva subito un rallentamento con il pareggio di Sassuolo.
La partita tra Inter e Napoli ha messo in evidenza l’abissale differenza di qualità che esiste in questo momento tra la squadra di Pioli e quella di Sarri. E questo nonostante la compagine nerazzurra sia paradossalmente riuscita a limitare drasticamente i danni, mantenendo la partita in bilico con una sola rete di svantaggio, nonostante il pressappochismo tecnico e tattico mostrato in campo, che avrebbe potuto esporre gli azzurri nel finale a potenziali sgradite sorprese, che fortunatamente non sono arrivate.
Il Napoli avrebbe forse dovuto, e sicuramente potuto, cercare di chiudere anzitempo la pratica-Inter, sfruttando i loro enormi limiti difensivi ed un atteggiamento dei giocatori in campo non all’altezza del blasone della maglia nerazzurra. Al di là del non aver trovato la rete del raddoppio, c’è però da sottolineare come i partenopei siano stati capaci di tenere bene a freno ogni velleità offensiva interista. Gli uomini di Sarri hanno saputo gestire il pur esiguo vantaggio meglio del solito, mostrando anche una sacrosanta, e più volte auspicata, concretezza per venir fuori da alcuni, rari, frangenti di difficoltà. La stessa concretezza, tuttavia, sarebbe servita nell’attaccare con la dovuta cattiveria una difesa francamente improponibile, quale quella interista dimostra di essere da alcune settimane. Già dai primi minuti sono stati evidenti gli enormi limiti di una retroguardia che lasciava non pochi spazi agli attaccanti partenopei, al cospetto delle giocate dei quali Medel e compagni spesso non sapevano a che santo votarsi. Già leggendo le formazioni iniziali, con la scelta di Pioli di schierare sull’out sinistro Nagatomo sulla linea difensiva ed Eder a supporto dell’attacco, si poteva prevedere una serata felice per Callejòn sulla sua corsia di competenza. L’”assist” confezionato dal giapponese per la rete dello spagnolo, a conti fatti sembra essere stata un prezzo addirittura contenuto, rispetto a quelli che potevano essere i potenziali benefici del Napoli in quella zona di campo. D’altra parte, non è che negli altri settori della difesa le cose per in nerazzurri andassero meglio. Centralmente Mertens sembrava poter sgusciare in qualsiasi momento alla coppia Medel-Murillo, mentre sul lato destro della retroguardia gli incubi di D’Ambrosio sono stati limitati solo dalla tendenza ad accentrarsi di Insigne, che comunque riusciva a trovare corridoi su quel lato ogni volta che decideva di cambiare passo ed affondare in tandem con qualche compagno.
Ecco perché lo 0-1, che pur rimane un risultato eccellente, alla fine è parso un punteggio stretto per il Napoli. Ciononostante questa vittoria è servita a dare un segnale di ripresa importante dopo il deludente pareggio di Sassuolo. Con il successo sul campo dell’Inter, la squadra di Sarri ha dimostrato la maturità di saper gestire una gara che bisognava vincere a tutti i costi, per non pregiudicare la corsa al secondo posto. Più in generale, però, e alla luce di prestazioni convincenti come quella di San Siro, il Napoli deve paradossalmente rimproverarsi per l’attuale situazione di classifica. Ferma restando la superiorità della Juve, la squadra di Sarri non merita sicuramente di trovarsi, seppur di un solo punto, sotto la Roma in classifica, né di concedere dieci punti di vantaggio ai bianconeri. A livello di gioco, ma anche per il valore della rosa, gli azzurri sono di gran lunga la migliore squadra del torneo dopo quella di Allegri. Ed è questo che conta: gioco e qualità degli interpreti. Non è in base al fatturato che si stilano le classifiche, né sono ragionieri ed economisti a distribuire i trofei. Lo tengano presente Sarri e i suoi uomini in queste ultime giornate, quando dovranno conquistare sul campo l’obiettivo principale, ma ampiamente alla portata, di questa stagione.

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