Genoa, Juric chiede aiuto ai tifosi: “Solo uniti batteremo il Torino”

Genoa, Juric chiede aiuto ai tifosi: "Solo uniti batteremo il Torino"Ivan Juric, 41 anni. (agf) GENOVA – “Domani dobbiamo essere tutti uniti: tifosi e giocatori. Solo così possiamo battere il Torino”. Ivan Juric chiama a raccolta tutto l’ambiente Genoa per cercare di respingere lo spauracchio retrocessione. Il Crotone è a soli 2 punti ma una vittoria a Marassi contro i granata, nel caso in cui la Juve facesse il proprio dovere allo Stadium, scaccerebbe definitivamente i fantasmi. Juric lo sa e per questo chiede unità e serenità: “Sono convinto che, al di là dei cali di fine stagione, si possa fare una bella partita”, premette. “Ci siamo preparati al meglio per affrontare una squadra che, sono sicuro, verrà a Genova per cercare di fare bella figura, com’è giusto che sia. Negli ultimi tempi abbiamo fatto cose che non ci aspettavamo come la vittoria con l’Inter e il pareggio con la Lazio, alternandole a partite in cui potevamo fare di più e meglio. Giochiamo in casa, daremo tutto”.

IL TORO NON PENSA ALLA SCONFITTA DEL 2009 – Parlando bene del Torino, Juric non crede, però, che i granata arrivino a Marassi intenzionati a vendicare la sconfitta del 2009 che li condannò alla retrocessione in B. “Non credo proprio, sono passati tanti anni e ognuno giocava per i propri obiettivi.  Noi quel giorno ci giocavamo la Champions”, ricorda il tecnico rossoblu che sulla formazione spiega di avere “ancora due dubbi”, senza rivelare quali. L’unica eccezione la fa per Simeone: “Ha ripreso ad allenarsi da poco ma forzeremo affinché sia in campo”.

NON DOBBIAMO PENSARE TROPPO – In settimana Preziosi ha manifestato il suo malumore per l’anticipo di Chievo-Roma che, in qualche modo, potrebbe condizionare Juve-Crotone. “C’è un calendario che è stato fatto e lo accettiamo per com’è“, taglia corto Juric prima di analizzare una stagione difficile: “Con il presidente abbiamo parlato a lungo della squadra e abbiamo la stessa visione delle cose. Percepisce che ha momenti in cui si esprime bene, con la concentrazione giusta. Cala invece quando sta a pensare troppo. Dobbiamo essere bravi dal punto di vista mentale rivolgendo ogni attenzione al campo. Per vincere i contrasti, creare superiorità numerica e sviluppare il nostro gioco. Quando le cose vanno male, si svaluta tutto e sembra che ogni cosa sia stata fatta male. Prima di Palermo avevamo fatto un’ottima settimana di lavoro. Nel primo tempo purtroppo abbiamo sbagliato approccio e nella ripresa abbiamo creato tanto ma non è bastato. Il lavoro, lo ripeto, era stato fatto bene però accettiamo tutto”.

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Fonte: Repubblica

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