Roma-Juventus, la prima sfida va ai bianconeri. Ma solo ai rigori

La prima sfida estiva tra pretendenti allo scudetto l’ha vinta la Juventus ai rigori (decisiva la parata di Pinsoglio su Tumminello) dopo l’1-1 al 90’, però forse ne sarà più soddisfatto Di Francesco, che nell’ultima mezz’ora ha cominciato a vedere la Roma che vorrebbe, che forse avrà, quella che aderisce alle sue idee: Gonalons, Cengiz Under, Pellegrini e anche Gerson hanno cambiato volto a una squadra che somigliava troppo alla versione peggiore di quella vecchia. Non dev’essere stato un caso che anche nel primo tempo, nel quale la Juve era stata padrona, i giallorossi migliori fossero stati Kolarov e Defrel, gli unici neo-acquisti infilati tra i titolari. Invece ai campioni d’Italia è successo esattamente il contrario: affidabile, efficace ed efficiente fin quando uomini e metodi sono stati quelli della stagione passata (l’unico neo acquisto in campo dall’inizio è stato De Sciglio), molto meno quando Allegri ha mischiato le carte e ha messo sul tavolo prima Douglas Costa (più che discreto, in ogni caso) e soprattutto l’esordiente Bernardeschi, che ha fatto l’ala destra nel 4-3-3 mostrando inevitabile spaesamento, anche se il suo rigore lo ha segnato di classe. Al gol di Mandzukic nel primo tempo ha risposto Dzeko nella ripresa (sempre curiosamente al 29’). Si è giocato al Gillette Stadium di Foxborough, tra Boston e Providence e in certi momento sembrava già di essere in campionato. Chiellini, Dzeko e Strootman hanno bisticciato: l’olandese ha accusato il bianconero di avere esagerato gli effetti di una presunta gomitata del bosniaco.

La Roma aveva cominciato meglio ma è durata poco, almeno fino a quando gli esterni giallorossi hanno mantenuto la superiorità sui terzini bianconeri. Dzeko, però, non ha cavalcato le proposte di Defrel (8’) e Perotti (13’), cosicché la Juventus ha progressivamente trovato tempi e misure, sottraendo il pallone ai giallorossi, che nei primi minuti avevano palleggiato con insistenza senza però verticalizzare come vorrebbe Di Francesco, e cominciando a scoperchiare il punto debole dell’avversario: la difesa romanista si è infatti lasciata trovare impreparata ogni volta che i bianconeri hanno cercato gli attaccanti con lanci in profondità che hanno puntualmente sorpreso Fazio e Juan Jesus troppo lontani l’uno dall’altro e Bruno Peres regolarmente disallineato rispetto ai compagni. Il gol del vantaggio è stato la conseguenza di tutto questo: sull’assist in profondità di Alex Sandro, Mandzukic si è comodamente infilato alle spalle di Fazio, ha dribblato Alisson e poi ha inquadrato la porta di sinistro. La Juve ha tentato più volte di replicare il tipo di azione, non riuscendoci per questioni millimetriche, mentre la Roma ha faticato a ritrovare scioltezza.

Allegri ha inserito tra i titolari un solo giocatore nuovo, De Sciglio, e difatti la sua squadra è sembrata l’esatta continuazione di quella arrivata fino alla finale di Champions, ma con il valore aggiunto delle ordinate geometrie di Marchisio, tra i più brillanti di questo scorcio estivo. La Roma ha presentato invece due novità, Defrel e Kolarov, ma è il cambio di filosofia nel gioco che le è mancato: al netto delle debolezze della difesa (con Manolas e Karsdorp dovrebbe essere un’altra faccenda, ma già Moreno ha poi dato solidità), i giallorossi hanno giocato molto poco senza palla, soprattutto con le mezze ali, troppo compassate, dimostrando di essere ancora a metà del guado tra Spalletti e Di Francesco, che dopo l’intervallo ha proposto Moreno in difesa e Gonalons a centrocampo, mentre Allegri ha cambiato mezza squadra chiamando soprattutto Douglas Costa a collaborare con Higuain e Dybala. Ne è uscita meglio la Roma, che al 5’ st ha colpito la traversa con un sinistro dal limite di Strootman, il quale ha sfruttato un’altra giocata interessante di Defrel, e ha pian piano preso il sopravvento. La Juve ha avuto ancora un’opportunità al 13’ st, quando Alisson si è opposto prima a Douglas Costa e poi a Higuain, poi è stato soprattutto Roma, in particolare grazie alle giocate accattivanti del giovane turco Cengiz Under, un tipino veramente interessante, anche se l’azione del pareggio l’hanno costruita Gerson e Kolarov, il quale ha pescato Dzeko nell’area piccola. Nella circostanza, Barzagli e Chiellini non hanno fatto una buona figura, al contrario della coppia Benatia-Rugani, schierata nel primo tempo. E impeccabile.

Allegri ha concesso a Bernardeschi gli ultimi 25’, schierandolo ala destra (con Douglas Costa a sinistra) nel 4-3-3: l’ex viola si è segnalato solamente per un tiro mancino malamente ciabattato davanti ad Alisson. Ai rigori si è infine imposta la Juventus, che non ha sbagliato un tiro.

Roma (4-3-3): Alisson – Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus (1’ st Moreno), Kolarov (38’ st Castan) – Nainggolan (18’ st Gerson), De Rossi (1’ st Gonalons), Strootman (18’ st Pellegrini) – Defrel (18’ st Cengiz Under), Dzeko (38’ st Tumminello), Perotti (38’ st Iturbe).
Juventus (4-2-3-1): Buffon (20’ st Pinsoglio) – De Sciglio (1’ st Lichtsteiner), Benatia (1’ st Barzagli), Rugani (1’ st Chiellini), Alex Sandro (20’ st Asamoah) – Pjanic (20’ st Bentancur), Marchisio (1’ st Khedira) – Cuadrado (1’ st Douglas Costa), Dybala (20’ st Bernardeschi), Mandzukic (20’ st Sturaro) – Higuain (31’ st Kean).
Arbitro: Gonzalez (Usa).
Reti: 29’ pt Mandzukic, 29’ st Dzeko.
Rigori: Tumminello parato, Lichtsteiner gol, Pellegrini gol, Barzagli gol, Iturbe gol, Bernardeschi gol, Bruno Peres gol, Khedira gol, Cengiz Under gol, Douglas Costa gol.
Note: ammoniti Perotti, Dzeko, Chiellini. Spettatori paganti 33.039.
 

Fonte: Repubblica

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