Allegri, l’uomo che ha ‘cancellato’ Conte e che ora in panchina non spreca più nulla

TORINO – Quando Allegri ripete che per prima cosa bisogna giocar bene non dice un’ovvietà, ma rivendica il primato della tecnica, dunque del pallone, dell’oggetto ludico. Dopo decenni di schieramenti tattici estremi e religioni della lavagna, sentir spiegare da un allenatore (vincente) che “i numeri del modulo sono bischerate” conforta non poco. Questo non significa che lo schema non conta: proprio con il cambio di numeretti in difesa, da 3 a 4 in linea, Allegri ha plasmato nell’ultima stagione una Juventus quasi imbattibile, e il quasi si riferisce solo alla finale di Cardiff. Ma lui non è un integralista, e senza Bonucci potrebbe di nuovo cambiare l’allineamento del calciobalilla.

Finto flemmatico, questo toscanaccio bollente ha saputo coniugare ragione e sentimento, ma anche orgoglio (il suo) e pregiudizio: quello dei molti che pensavano come non fosse possibile raccogliere l’eredità carismatica di Conte, figurarsi poi migliorarla. Invece Allegri c’è riuscito: due finali di Champions in tre anni, mentre Conte si era malamente fermato in Europa League e la Champions l’aveva sempre patita moltissimo. Identico il numero degli scudetti presi: 3 a 3. La ricerca del settimo consecutivo, e di una finale possibilmente da vincere, rappresenta l’ultima sfida. Allegri ci ha pensato bene prima di raccoglierla. La tentazione di andarsene l’aveva sfiorato, poi però è rimasto. Con quale appetito, lo scopriremo presto ma è facile immaginarlo. Tra l’altro è pure innamorato, e questo nella vita aiuta.
Scudetto al Milan, scudetti alla Juve, sempre piuttosto bene in Europa, polso fermo nello spogliatoio anche a costo di perdere qualche campione (Bonucci). Ecco Massimiliano Allegri: quello che ama il pallone come quando giocava ed era un fantasista atipico, molto talento e altrettanto sperpero. Invece da allenatore non spreca più niente.
 
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Protagonisti:
massimiliano allegri

Fonte: Repubblica

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