Roma, Di Francesco risponde a Dzeko e D’Alema

Esame Atletico Madrid superato con buoni voti, per la Roma. I giallorossi tornano protagonisti in campionato domani contro il Verona. Eusebio Di Francesco ha presentato la partita in conferenza stampa. “La grande attenzione che dobbiamo mettere in questa gara si lega alla voglia di rivalsa dei veneti, ma anche noi abbiamo tanta voglia di riscatto dopo la sconfitta con l’Inter. Siamo potenzialmente superiori solo se mettiamo in campo determinate caratteristiche, senza prenderla assolutamente sotto gamba. La squadra deve migliorare nella tenuta mentale e fisica della partita, dobbiamo giocare di più in verticale. Non c’è molto tempo perciò io chiedo ai miei di sforzarsi in più. Il tasso tecnico è alto ma c’è poca verticalità, bisogna essere maggiormente incisivi” ha esordito l’allenatore. Senza nasconderlo, ha rivelato un’importante novità di formazione: “Florenzi giocherà dall’inizio, è il suo momento, ha fatto un percorso importante e domani sarà il suo ritorno dal primo minuto; quasi sicuramente sarà schierato da esterno basso. Schick è stato convocato ma ha avuto un piccolo risentimento che non gli ha fatto fare alcuni allenamenti. Non ha nelle gambe molti minuti, ma a partita in corso può diventare utile e determinante. El Shaarawy è pronto per giocare dal primo minuto, Karsdorp ha avuto un affaticamento muscolare che rallenta il suo percorso verso il rientro, ci auguriamo che possa tornare in squadra quanto prima. Under? Non so, potrebbe essere in campo domani, è una scelta che devo fare; ha qualità importanti, ci vorrà un po’ di tempo”.

“Non mi sono piaciute le parole di Dzeko”

Qualche critica è arrivata, all’operato di Di Francesco, dopo qualche defaillance nella sfida con l’Atletico. “Sono abituato alle critiche, sono resiliente e siamo a 270’ di partite ufficiali, quindi per me è inutile alzare polveroni adesso. Le parole di Dzeko? A caldo si dicono cose che non si dovrebbero dire, ci siamo chiariti ma penso che Edin debba mettersi maggiormente a disposizione della squadra. Deve capire che quando ci sono delle partite come l’Atletico bisogna essere più disponibili, sono convinto che tornerà al gol facilmente, comunque il suo sfogo è comprensibile, è un ragazzo intelligente. Se servisse cambiare, ho le ‘P’ per modificare le mie scelte” ha proseguito l’allenatore. Il punto debole della sua Roma, adesso, è legato alla condizione atletica dei giocatori, non ancora ottimale: “Ci manca la continuità nel fare i movimenti giusti, con l’Atletico abbiamo creato occasioni pericolose. So che questa squadra deve ancora crescere dal punto di vista fisica, il giocatore che è più in forma in questo momento è Perotti. Dominare gli avversari per 90 minuti è una cosa che può riuscire solo a pochissime squadre al mondo e se pensate che possa farlo la Roma per me è un calcio che non esiste. Pallotta non è mai venuto a lamentarsi da me, è una grandissima bugia; ci ha fatto i complimenti e si lamentava di un rigore non dato, non c’è altro. Tournée? Non voglio crearmi alibi, tutte le grandi squadre fanno tournée e non posso di certo lamentarmi io. Comunque è prematuro fare certi tipi di analisi dopo sole tre partite, altrimenti ogni volta facciamo le analisi che ci convengono, magari le possiamo fare tra 7-10 partite. Turnover? Cambiare tanto non fa bene, io comunque in questa gara cambierò qualcosa ed è opportuno farlo in questo momento della stagione. Al momento non ho tutti i giocatori al massimo della condizione, quando ci sarà la possibilità lo farò liberamente”.

Pallotta, piena fiducia a Di Francesco

Dopo le dichiarazioni del tecnico, il presidente della Roma ha ribadito il pieno sostegno alla squadra e a Di Francesco: “Sono estremamente soddisfatto del lavoro dell’allenatore. Si stanno impegnando duramente, abbiamo un nuovo tecnico, un nuovo sistema di gioco, un eccellente staff che accompagna il mister negli allenamenti. Abbiamo uno dei migliori, se non il migliore direttore sportivo del mondo”.

Pallotta poi ha analizzato l’incontro con l’Ateltico Madrid ritenendosi soddisfatto della prova della sua squadra: “Dopo la partita ho abbracciato il mister e i calciatori. Ho abbracciato Manolas, autore di quell’intervento incredibile, e Alisson che ha fatto una partita straordinaria.”

Fonte: SkySport

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