Di tutto di più. Riferendoci a ciò che sta (già) facendo ed a ciò che potrebbe ancora fare. «Ho già provato da falso nueve in carriera» così José Maria Callejon (ai microfoni di radio Kiss Kiss), d il filo conduttore è per lui sempre lo stesso, impostato su estrema professionalità e voglia di vincere il più possibile con la maglia che indossa. «Vado oltre, perché se il mister me lo chiedesse, sarei pronto come sempre a ricoprire qualsiasi ruolo. A giocare anche da terzino, sinistro o destro indifferentemente. Dobbiamo impegnarci ancora di più ora che s’è fermato Milik».
LA SOLIDARIETA’. Ed il tutto arriva solo a conferma di ciò che già si conosce da un bel pezzo: a José piace dare sempre il massimo ed anche più. Sempre sul pezzo, coi piedi ben piantati in terra: «So benissimo che la carriera di un calciatore è corta, le stagioni passano velocemente ed ogni momento va utilizzato al meglio. L’allenamento è una cosa che mi dà piacere e lo faccio anche se ho qualche dolorino». Torna su Milik, mostrandosi parecchio dispiaciuto: «Con i miei compagni gli siamo vicini, perché Arek è un ragazzo umile e un gran lavoratore. Lui è giovane e avrà ancora tanto tempo per dimostrare la sua forza. Noi speriamo di rivederlo presto in campo».
LA CONVOCAZIONE. Il viso torna a rischiararsi quando si fa cenno alle lieta novella, ossia la fresca convocazione in nazionale (l’ultima apparizione risale al novembre 2016 contro la Macedonia): «E’ una bella giornata per me e la mia famiglia. So che devo continuare a lavorare così anche per questo motivo. Con Lorenzo? Intesa perfetta, è un top player ma anche un ragazzo umile che lavora tanto. Facciamo sempre la stessa giocata, ma la facciamo molto bene. Con Dries, poi, ci divertiamo molto, ma anche con Higuain segnavamo tutti. Noi come quelli della Ma.Gi.Ca.? Ho visto dei video con Careca, ma (divertito) io non ho quei capelli».
PASSATO E PRESENTE. Uno sguardo al passato prossimo: «Vero, abbiamo perso con lo Shakhtar ed era perciò importante vincere col Feyenoord. Il mister ha ragione ad arrabbiarsi se poi prendiamo gol negli ultimi secondi. Un gol del genere potrebbe costare l’eliminazione, e noi dobbiamo imparare dai nostri errori. Solo così facciamo contento Sarri, e anche Pepe (con contorno di risata…). Lo scudetto? Manca ancora tanto, ma noi proveremo in ogni modo a restare lassù». Dopo gli olandesi si torna al campionato, ultima fatica prima della sosta-nazionali: «Giochiamo subito dopo la Champions e per giunta alle 12,30: sono situazioni di una certa difficoltà, fa più caldo le gambe non sono le solite e l’orario ci costringe a pranzare alle 9,30. Alcuni di noi mangiano anche la pasta. Ma faremo come sempre, tenendo cioè il pallone per noi, per prendere l’intera posta. Siamo consapevoli di essere forti».
Corriere dello Sport