Cds – Napoli, i padroni del pallone. Estetica, gusto per la qualità e giocate eleganti

Provare a descrivere con i numeri il calcio di Sarri può sembrare un esercizio bizzarro, quasi una scena da “L’attimo fuggente”: avete presente il professore ortodosso che segue il manuale di letteratura inglese e spiega come confrontare un sonetto di Byron o i versi di Shakespeare misurandoli con un grafico? Storcerebbe il naso anche il tecnico azzurro, grande amante della letteratura. Eppure, strano a dirsi ma è così, la fredda logica dell’aritmetica restituisce pienamente il senso del calcio predicato dal suo Napoli da due anni (e un po’) a questa parte. Un calcio nel quale l’estetica, il gusto per la qualità e le giocate eleganti, non sono mai un qualcosa di fine a se stesso: è attraverso quest’idea di bellezza, di coralità, di armonia dei movimenti, con e soprattutto senza palla, che gli azzurri vogliono arrivare al risultato. Attaccare senza speculare, insomma. E i numeri delle prime sei giornate confermano esattamente questo.

PALLA AL NAPOLI. Iniziamo dal possesso palla: il Napoli viaggia a una media del 63%, senza mai essere sceso significativamente sotto la soglia del 60%, con il minimo stagionale fatto registrare contro l’Atalanta (58,0%). La Juve è al 61,1%, il Milan al 59,9% e l’Inter al 59%. Se quattro punti percentuali vi sembrano pochi, provate a confrontare i meccanismi collaudati del 4-3-3 di Sarri con i cantieri ancora aperti delle due milanesi. Tocca allora chiamare in causa pure un po’ di geometria spicciola: un conto è un possesso palla orizzontale, che prova a spostare il gioco da sinistra a destra e viceversa, senza però andare costantemente all’arrembaggio, un conto è un’idea di calcio verticale, nel quale anche il fraseggio stretto, e non solo la ricerca immediata della profondità, serve a creare varchi e attaccare gli spazi. Le altre? Nella parte alta, con la Roma di Eusebio Di Francesco al 56,4%, troviamo Atalanta, Sampdoria e Cagliari. Sotto la soglia del 50%, dunque con un possesso palla in mano agli avversari, troviamo per ora Fiorentina e Lazio, uniche tra le big. In coda Benevento e Crotone.

EFFICACIA. Non basta avere il pallone tra i piedi, conta l’uso che se ne fa. Della propensione offensiva degli azzurri abbiamo già detto: l’obiettivo è la supremazia territoriale, cioè il possesso palla portato nella metà campo avversaria. Il Napoli è primo anche in un’altra classifica, quella della percentuale di passaggi riusciti, con 88,8% di giocate positive. Qui la differenza con la Juve è minima, come del resto con le altre big: sul piano individuale, del resto, il tasso tecnico è livellato verso l’alto. Però il Napoli stacca tutti in altre tre classifiche: quella delle conclusioni totali, quella delle conclusioni nello specchio della porta e quella della precisione al tiro. Subito i tre numeri magici: con 114 tiri (inclusi quelli respinti) contro i 98 di Juve e Milan, il Napoli è l’unica squadra in tripla cifra; con 60 tentativi indirizzati nello specchio della porta, contro i 39 della Juve, l’attacco azzurro è quello che inquadra meglio il bersaglio (e che fa pure centro più degli altri, 22 gol all’attivo); 53% è il tasso di precisione, un tiro su due è nello specchio della porta. Prima della Juve (40%) ci sono Inter (43%), Atalanta (42%) e Lazio (41%). Un calcio bello, lo dicono gli occhi; un calcio efficace, lo certificano i numeri.

Fonte: Corriere dello Sport

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