OBIETTIVO NAPOLI – Si poteva fare di più?

Dopo un dominio iniziale del Manchester City, il Napoli è riuscito a mostrare stralci del proprio gioco, rischiando anche di portare via un pareggio dal Etihad Stadium. Questo, ovviamente, farà meritare alla squadra di Sarri tutti i complimenti del caso. Indubbiamente gli azzurri tornano in Italia a testa alta nonostante la sconfitta, ma chi conosce e ha imparato ad ammirare la compagine napoletana non può non pensare che forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più. Il Napoli ha di fatto regalato mezz’ora di gioco agli avversari, presentandosi in campo impauriti, con un atteggiamento rinunciatario e non riuscendo a proporre il proprio gioco. Merito della squadra di Guardiola, certo, ma oltre all’atteggiamento mentale, l’undici di Sarri ha manifestato anche delle deficienze tattiche. In particolare, con l’esclusione di Allan in favore di Zielinski, l’allenatore del Napoli ha rinunciato all’unico uomo di interdizione della formazione, riproponendo una coabitazione, quella del giovane polacco insieme ad Hamsik, che già tante volte si era dimostrata deleteria. Sarri ha pensato di sopperire alle carenze atletiche dei due interni scelti stasera, proponendo Diawara davanti alla difesa, al posto del più tecnico Jorginho. Dovendo, però, il giovane ex Bologna fare da filtro prevalentemente davanti alla difesa, la presenza di un giocatore muscolare e bravo nel recupero palla come Allan si è comunque fatta sentire in fase di pressing alto e nel momento in cui sarebbero stati necessari ripiegamenti profondi, come in occasione della sovrapposizione interna sul centro-destra difensivo napoletano, letta con ritardo da Zielinski, che ha portato all’1-0 del City.
Il Napoli stasera è stato comunque anche sfortunato e poco aiutato dalle prestazioni dei singoli di maggior talento. Hamsik è incappato nell’ennesima serata-no della stagione. Male, molto male, Mertens, poco brillante nelle scelte e scarico anche dal dischetto, al punto tale da far pensare che il suo utilizzo forzato a oltranza inizi a pesargli. Poco incisivo anche Callejòn. Apparentemente più voglioso dei compagni Insigne, che però non è mai riuscito ad incidere con giocate decisive e che si è dovuto arrendere ad un infortunio nel momento in cui la squadra avrebbe avuto più bisogno del suo talento.
Ottima, invece, la prestazione di Ghoulam, sempre più determinato e determinante con le sue discese sulla sinistra. Lui e Koulibaly sono sembrati, anche nel momento peggiore degli azzurri, i due elementi più adatti al palcoscenico europeo dell’intera compagine partenopea. Bene, quando subentrato, anche Allan, che chiude insieme ai due appena citati il trittico dei giocatori più importanti in questo inizio di stagione del Napoli.
La sconfitta di stasera, unita alla vittoria dello Shakhtar in casa del Feyenoord, complica in parte il discorso qualificazione agli azzurri. La buona prestazione messa in mostra nella seconda fase della gara, però, può servire da lezione. Per esprimersi al meglio il Napoli non può mai pensare di essere inferiore a qualsiasi avversario. Deve cercare sempre e comunque di imporre il proprio gioco, anche a dispetto delle qualità tecniche. Di questo devono essere coscienti anche De Laurentiis e Sarri, che con le dichiarazioni della vigilia non sembrerebbero aver contribuito a creare un ambiente carico e motivato…

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